Via Porta di Mare. L'8 maggio un'ordinanza intimava la messa in sicurezza del muro, ma tutto è ancora fermo Era l'otto maggio scorso quando il Comune di Agrigento, attraverso il suo allora sindaco Marco Zambuto, emetteva un'allarmante ordinanza con la quale si denunciavano seri rischi per l'incolumità pubblica nella zona sottostante l'antico bastione di Porta di Mare. Un testo lungo ed articolato in cui il Municipio e il suo ufficio tecnico non lesinavano attacchi duri e frontali ad altri enti, lamentandone il sostanziale disinteresse per la problematica (della Protezione civile si disse, ad esempio, che gli era "sfuggita la gravità della situazione") e minacciando anzi provvedimenti radicali. Il Comune, infatti, intimava alcuni sgomberi rispetto agli appartamenti più a ridosso dell'antica porta medievale e, addirittura, spiegava a Ferrovie Italiane che se non avessero provveduto in pochi giorni a dare il via alle opere necessarie per realizzare una rete paramassi avrebbero dovuto far chiudere la linea ferrata. Se queste le premesse, a sei mesi di distanza, praticamente nulla è cambiato. Il pericolo imminente, siamo chiari, continua ad esserci (del resto lo ha individuato lo stesso Comune), ma di interventi di messa in sicurezza al momento non c'è nemmeno l'ombra. Da quanto ci è dato sapere, tra ufficio tecnico, enti e privati, in questo lasso di tempo vi è stata una fittissima corrispondenza, che, almeno per Ferrovie Italiane, dovrebbe entro poco tradursi nella realizzazione degli interventi tanto attesi. Le case prospicenti al bastione, invece, sono ancora abitate, con il rappresentante di condominio che fece opposizione, minacciando ricorsi, all'ordinanza. Nulla sappiamo, invece, sui rilievi che il Comune fece alla SOPRINTENDENZA, quando chiese all'ente regionale di rendere esecutivo un progetto del 1995 per il recupero della cinta muraria che avrebbe consentito di intercettare finanziamenti, dato che il Municipio non è nelle condizioni economiche per far fronte agli interventi di messa in sicurezza e recupero. Porta di Mare non è comunque un caso isolato: tutto il costone, fino all'area di via delle Torri da tempo attende di essere oggetto di interventi di recupero, che però sono attualmente bloccati da problemi finanziari e burocratici. Sempre nel marzo scorso, infatti, si era annunciato durante una conferenza di servizi che entro breve sarebbe partito il progetto, realizzato dal Genio Civile, per il consolidamento dell'area di via delle Torri, compresa la Porta dei Saccajoli, per un ammontare complessivo di circa 2 milioni di euro. Il Comune, dal canto suo, avrebbe dovuto provvedere all'esproprio di un'area privata antistante piazza Marconi di proprietà dell'Associazione Mutilati di guerra ed attualmente utilizzata come parcheggio, ma a quanto ci è stato detto la procedura è attualmente bloccata, così come tutto il resto. Unico intervento ad essere stato effettuato, avvalendosi proprio di una parte dei due milioni di euro finanziati a suo tempo (parliamo di quando assessore comunale ai lavori pubblici era renato Buscaglia) è il con solidamento del bastione soprastante la parte di via delle Torri adiacente l'imbocco di piazza Marconi. Il rivestimento di quella porzione di muro, come si ricorderà, crollò sulla strada durante un temporale nell'ottobre del 2012. Venne predisposto, sempre dal Genio civile, un progetto urgente ed i relativi lavori vennero eseguiti rapidamente per consentire la riapertura al traffico di via delle Torri. La spesa complessiva fu di circa 400 mila euro. Dell'utilizzo della rimanente parte, come abbiamo detto, non si ha più da tempo alcuna notizia. 13082014