BLITZ nell'area del nuovo megastore cinese. Un progetto in gran parte abusivo, in una zona parzialmente protetta da un vincolo archeologico e paesaggistico, destinato a soppiantare la "China Valley" di via dell'Omo, dove vengono stipati gran parte dei prodotti d'importazione destinati ai negozi e alle bancarelle della capitale. Il piano prevedeva una vera e propria trasformazione urbanistica della zona, con documentazione Scia completamente diversa dai lavori effettivamente iniziati. Un ecomostro bloccato alle prime battute. Denunciati, complessivamente, sei cinesi. Gli agenti di Antonio Di Maggio, vicecomandante della Polizia Roma Capitale con delega alla sicurezza, hanno fatto irruzione, in tre riprese, in un terreno di circa tre ettari di via Colle della Mentuccia, tra la Prenestina e il Gra. Il progetto prevedeva l'installazione di cinquantadue tra container e prefabbricati, gran parte del quali già pieni di merce. Durante la prima irruzione dei vigili, il 5 agosto scorso, è balzata agli occhi l'enorme differenza tra il progetto edilizio e le opere realizzate: sigilli immediati a tutta l'area, container e merce compresi. Il giorno successivo, gli investigatori lo hanno passato a studiare le carte: l'analisi delle "bugie" del progettista e della locataria nella dichiarazione Scia (la Segnalazione certificata di inizio attività) ha fatto scattare due denunce penali. Tutto congelato in attesa delle decisioni del magistrato. Ma dopo soli due giorni, l'8 agosto scorso, gli agenti sono tornati sul posto e hanno sorpreso quattro cinesi che stavano svuotando i container e caricando le casse di merci, con un "muletto" su due furgoni: il gruppo è stato denunciato e l'intera area è ora sotto stretta sorveglianza.
ROMA - Stop al megastore cinese blitz all'alba sulla Prenestina
Un progetto di costruzione di un megastore cinese in una zona parzialmente protetta da un vincolo archeologico e paesaggistico è stato denunciato per essere in gran parte abusivo. Il progetto prevedeva la trasformazione urbanistica della zona, ma le opere realizzate sono state sigillate e i container e la merce sono stati trovati vuoti. Gli investigatori hanno denunciato sei cinesi, tra cui il progettista e la locataria, per abuso d'ufficio e furto. L'area è stata congelata in attesa delle decisioni del magistrato, ma due giorni dopo gli agenti sono tornati e hanno sorpreso quattro cinesi che stavano svuotando i container e caricando le casse di merci.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo