MILANO Una serata di grande musica, carica di applausi ed entusiasmi, ma anche di emozioni e fremiti di nostalgia. Questo lo spirito con cui il pubblico scaligero ha accolto ieri sera Riccardo Muti alla guida dei Wiener Philharmoniker, per la prima volta nel ruolo di ospite dopo quasi vent'anni al Teatro milanese come direttore musicale. Il clima sembrava quello di un 7 dicembre. Un boato di applausi è scoppiato al suo arrivo sul palco: Muti ha fatto alzare l'orchestra, è salito sul podio e di nuovo ecco un'ovazione, cui il direttore ha risposto con un cenno di ringraziamento. Poi ha attaccato la Sinfonia in sol maggiore n. 94 di Franz Joseph Haydn, detta «La sorpresa». Era il congedo dal «suo» teatro; «tutto esaurito» da settimane; circa duemila gli spettatori esclusi, molti dei quali hanno seguito l'esecuzione su un maxischermo in galleria Vittorio Emanuele, dove il Comitato per la difesa dell'arte, di cui fanno parte diversi artisti scaligeri, ha anche raccolto firme in calce a un appello intitolato «M.L.R.», ossia «Maestro le ritiri» (sottinteso: le dimissioni). Muti era arrivato alla Scala nel pomeriggio, accolto dal sovrintendente Mauro Meli (sostenitore della venuta dei Wiener a Milano con il maestro), ieri al suo ultimo giorno di mandato, poiché da oggi sarà Stéphane Lissner a prendere le redini del teatro. Non è andato nel «suo» camerino, ma in quello dei direttori ospiti, colmo di fiori, tra cui l'omaggio degli Amici del Loggione: una corbeille di 47 rose, tante sono le opere dirette da Muti dall'81, ognuna con un nastro colorato su cui erano riportati il titolo e un «grazie maestro». E'stato un congedo senza manifestazioni ufficiali o particolari saluti, per scelta dello stesso Muti, che aveva deciso di non cancellare questo importante evento per Milano e per gli appassionati di musica, a favore del Fondo per l'ambiente italiano. «Con ogni altra orchestra aveva confessato a Vienna avrei sicuramente disdetto l'appuntamento alla Scala. Ma arrivo con i Wiener Philharmoniker, una grande orchestra, composta da amici. E vengo per rispetto del pubblico». «Questo è un concerto speciale ha commentato con toni affettuosi Clemens Hellsberg, presidente dei Wiener Philharmoniker . E' impossibile non pensare a quanto è successo qui alla Scala. Siamo vicini al maestro. Oggi sentiamo ancora più profondamente il legame con lui». Per molti, il ritorno di Muti alla Scala, a un mese dalle sue dimissioni come direttore musicale, è stata l'occasione di manifestare un caloroso ringraziamento per i quasi vent'anni dedicati al Teatro milanese. «Muti è un grande orgoglio nazionale - ha commentato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, tra il pubblico. La mia presenza qui è un omaggio a lui e a quanto rappresenta». Accanto a Casini sul Palco Reale, il ministro Pietro Lunardi, il sindaco Albertini, il prefetto Ferrante, l'assessore alla cultura Zecchi. In platea, invece, l'ambasciatore austriaco Alfons Kloss, il console austriaco Eva Maria Ziegler, Giulia Maria Crespi Mozzoni presidente del Fai, Renato Dulbecco, Fedele Confalonieri, Diana Bracco, Pier Luigi Pizzi, Valentina Cortese. Nella seconda parte del concerto Muti ha entusiasmato il pubblico con Il divino poema di Skrjabin. Poi, dopo una lunga ovazione, il maestro ha diretto come bis l'ouverture da La forza del destino. Quindi gli applausi finali, aperti dalla stessa orchestra, mentre dal loggione c'è stata una pioggia di rose. Il pubblico ha battuto le mani ritmicamente, per diversi minuti: dopo la terza uscita Muti ha stretto la mano al Primo Violino e ha lasciato il palco.
Muti, il grande abbraccio della Scala
Ieri sera, Riccardo Muti ha diretto i Wiener Philharmoniker alla Scala di Milano per la prima volta dopo quasi vent'anni. Il concerto era un congedo dal teatro, poiché Muti ha deciso di non direttore musicale dalla prossima stagione. Il pubblico ha accolto il maestro con grande entusiasmo e applausi, e il concerto è stato un successo. Muti ha diretto due opere, la Sinfonia in sol maggiore di Haydn e l'ouverture da La forza del destino, e ha anche diretto come bis l'ouverture. Il pubblico ha risposto con applausi e rose, e Muti ha lasciato il palco con un grande successo.
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