Il presidente: gli impatti non ci sono. I tempi? Decide il governo VENEZIA Paolo Costa ha firmato ieri il decreto con cui approva il progetto del canale Contorta-Sant'Angelo e dà il via libera alla trasmissione di tutta la documentazione ai ministeri di Infrastrutture e Ambiente. «Da venerdì (giorno del Comitatone, ndr ) il progetto non è più dell'Autorità portuale ma del governo precisa Costa E' all'esecutivo che dovete chiedere cosa succede adesso». Non per questo il Porto starà con le mani in mano, tanto che nei prossimi mesi continuerà a lavorare per migliorare quel canale che gli ambientalisti continuano a contestare e a paragonare al canale dei Petroli. Ieri non a caso Ambiente Venezia ha rilanciato il dossier che aveva stilato qualche mese fa e il video girato per mostrare le conseguenze del passaggio delle navi sulla laguna e sulle rive. Ma la strada sembra segnata, almeno fino alla valutazione di impatto ambientale. «Magistrato alle Acque, Autorità marittima e Porto hanno scelto il Contorta-Sant'Angelo tra tutte le alternative perché riusciva a rispondere ai due obiettivi del governo: salvaguardare la croceristica e togliere le navi da San Marco precisa l'ex sindaco Se ci sono progetti alternativi veri, che vengano presentati, ma la differenza tra politica e speculazione è che in politica esiste un momento in cui si individua una soluzione logica e soddisfacente». E' stato questo il punto di partenza del Comitatone di venerdì scorso: l'ha spiegato chiaramente il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Si era perso fin troppo tempo, bisognava decidere». E trovare una soluzione alternativa al bacino di San Marco. Il progetto del Contorta in sede di Via verrà migliorato ulteriormente attraverso una serie di prescrizioni, per non incorrere a quei problemi che denunciano gli ambientalisti. Per questo verranno realizzate melme e barene, «ma i cosidetti impatti ambientali non ci sono», precisa il presidente del Porto. «Sono stati studiati, da persone competenti, ingegneri idraulici, professori, il progetto non ha nulla a che vedere con quello noto continua lo conoscerete quando verrà presentato, ma oramai il titolare non è più il Porto ma il governo». L'iter comincerà nel giorno in cui la documentazione arriverà a Roma, da quel momento scatteranno i 90 giorni di tempo per la valutazione di impatto ambientale, e la comparazione anche con un eventuale altro progetto. Potranno arrivare contributi da più parti, «chiunque potrà contribuire a migliorare l'intervento, a cominciare dal professor D'Alpaos», interviene Paolo Costa. «Perché una cosa deve essere chiara: D'Alpaos è il padre del Contorta, io non mi sarei mai sognato di presentarlo se prima nel 2004 e poi nel 2013 non ci fosse stato il suo via libera. Ma si sa, ci sono anche i padri che disconoscono i figli». Sulle tempistiche non mancano le perplessità: arrivare alla scavo del Contorta entro la fine del 2016 pare una corsa contro il tempo difficile da vincere, se 18 sono i mesi di lavoro. «Il progetto è compatibile con le date precisa Costa Ma il dominus adesso è il governo».