MILANOScultori, pittori e galleristi milanesi nel giro di opere d'arte rubate, sono finiti nella trappola dei carabinieri del comando tutela patrimonio culturale di Monza. I militari hanno recuperato sette tele del valore complessivo di un milione 300 mila euro in un'operazione denominata «Grandi maestri del '900». Gli Investigatori hanno arrestato un pregiudicato e denunciato nove intermediari ed esercenti di negozi e gallerie di antiquariato che custodivano la refurtiva. Le persone coinvolte non hanno legami tra di loro e non fanno parte di un'organizzazione. «I dipinti ha sottolineato il capitano Andrea Ilari sono opere uniche di artisti quali Picasso, Licini, Pomodoro, Campigli, De Pisis e Gilbert George, pronte per essere disperse in Italia e all'estero». In manette è finito Claudio Zarantonello, 51 anni, di Macherio (Monza), catturato a Nizza per il furto del quadro di Giorgio Morandi, del valore di 500 mila euro, rubato a Brescia nel 2002. Zarantonello era già ricercato in campo internazionale per detenzione e traffico di stupefacenti, ricettazione e furto aggravato. «Questo dimostra continua Ilari l'interessamento per le opere d'arte da parte di organizzazioni criminali dedite al traffico di droga», Il latitante era riuscito a farla franca per diversi anni, ma la voglia di bella vita e il bisogno di soldi per mantenersi nell'agio lo hanno tradito: viveva infatti in una grande villa full optional appena fuori Nizza, sulla Costa Azzurra, che gli costava 10 mila euro al mese di affitto. Così, per recuperare un po' di contanti, ha tentato di vendere un Giorgio Morandi (natura morta su sfondo rosso, olio su tela 31 x 35 centimetri) , ma sulle sue tracce c'erano già i carabinieri del Ntpa che, con la collaborazione dell'Interpol e della polizia francese, lo hanno atteso fuori casa e catturato. I quadri e le sculture, tutte di arte contemporanea, erano state rubate a privati, commercianti e galleristi lombardi e piemontesi ed erano pronte per essere vendute sui mercati europei e d'Oltreoceano. Un Picasso, un De Pisis e una scultura di Arnaldo Pomodoro erano finite nella casa di un pittore milanese di 59 anni. La scultura (dal titolo Frammento, alta 32 centimetri e del valore di 40 mila euro) l'aveva rubata lui stesso, potendo frequentare l'archivio di Pomodoro. Gli altri due quadri, invece, li aveva recuperati da un fotografo internazionale che, a sua volta, li aveva rubati a Milano agli inizi degli anni Novanta. «L'arte contemporanea spiega il capitano Ilari ha una predisposizione per il mercato clandestino perché soggetta a fluttuazioni di mercato. Una volta rubato un dipinto, viene conservato in magazzino e rivenduto quando l'artista acquista prestigio. E Milano è senz'altro la piazza più importante collegata al mercato clandestino». L'indagine ha preso il via all'inizio di quest'anno e rientra in una più vasta attività finalizzata al recupero di importanti capolavori rubati e trasferiti spesso all'estero, soprattutto in Russia.