La Valle delle cartiere a Toscolano ha più visitatori che il Capitolium di Brescia Chiunque percorre il Garda si rende conto che il lago è un museo a cielo aperto, ma i luoghi da visitare non sono soltanto le Grotte di Catullo e il Vittoriale. Migliaia di turisti hanno scoperto il fascino delle limonaie dell'Alto lago e il piacere di capire come si produceva la carta seicento anni fa, visitando il polo cartario di Toscolano. Queste attrazioni, seppur meno note, registrano un interesse crescente, con un numero di biglietti venduti che l'anno scorso ha superato diversi musei di Brescia. A Limone, ad esempio, l'antica «serra» del «Castell», di proprietà del Comune, ha avuto le stesse visite di Santa Giulia, incassando 240 mila euro tra ticket, gadget e bottiglie di limoncino vendute. Il museo della Valle delle cartiere, a Toscolano, ha registrato 2.355 ingressi in più rispetto al Capitolium romano di Brescia. Tra cinquemila studenti e quasi 10 mila turisti, il museo della carta ha incassato 38 mila euro: da una parte i biglietti staccati, dall'altra il merchandising, composto da libri, cartoline e fogli fatti a mano che si vendono a due euro l'uno. Ma come mai costano così tanto? Perché questa carta è fatta con gli stracci. Sembra un paradosso, ma in realtà il prezzo è più alto perché la carta è morbida. Basta toccarla. E ci si rende conto che la materia prima non è la cellulosa di legno, come oggi, ma gli stracci, appunto. Si tratta di brandelli di tessuti, rigorosamente lino, canapa e cotone, trasformati in una «pasta» lavorata con un metodo che ha almeno seicento anni. Al polo cartario di Maina Inferiore (Toscolano) questo procedimento si può vedere ancora. Basta visitare il museo, dove si trovano non solo i macchinari storici, ma anche un laboratorio nel quale operano una dozzina di maestri cartai: operai in pensione, che l'anno scorso hanno prodotto seimila fogli, sfornandone uno alla volta. Un metodo antico, che potrebbe però avere un futuro. La carta di qualità, fatta a mano, è infatti sempre più richiesta dal mercato per regali, partecipazioni, agende, calendari. E dato che la conferma arriva anche dai grandi marchi del settore, come Fabriano, il comune di Toscolano ha deciso di non far morire queste abilità artigiane, ma di trasferirle ad una serie di studenti. «Vogliamo organizzare un percorso formativo per giovani apprendisti con il sostegno della fondazione Telecom. Il nostro progetto racconta l'assessore alla cultura, Grazia Boschetti prevede di collaborare con gruppi imprenditoriali del settore, con l'Associazione calligrafica italiana e con l'accademia delle Belle arti di Brescia». Insomma, le cartiere di Toscolano potrebbero tornare a vivere e a dare lavoro. Intanto, domani sera alle 20,30, ad animare la valle per mostrare come si viveva all'epoca delle cartiere, si terrà una rievocazione storica. Un'occasione in più per divertirsi, tra turismo e cultura.