Massimo Minini presidente Fondazione Brescia Musei La Pinacoteca giace abbandonata da tre anni; dentro è un cantiere, fuori è un disastro. Andiamo a vederla subito, appena insediato il nuovo Direttore dei Musei, Luigi di Corato. Non scendo in particolari, ma fa tristezza constatare che il nostro gioiello, il rifugio di tanti capolavori, la casa dei due Raffaello, giace inerte a pancia in su e boccheggia in attesa di ossigeno. Il giardino sul retro è diventato una selva, la facciata sulla piazza antistante è per così dire protetta da una palizzata di legni ormai sconnessi, ricoperti da un telone di plastica che, a brandelli, penzola al vento come le vele di un brigantino dopo l'assalto dei pirati. Le riproduzioni dei dipinti sono ricoperte da brutti graffiti a pennarello. La piazza del museo è diventata bivacco e dormitorio. Anche le panchine sono ricoperte di scritte spray, mediocri nelle forme e nei significati. Erbacce, lattine, bottiglie rotte. Ogni tanto un turista, seguendo i cartelli che in città ancora annunciano la Tosio Martinengo come se fosse aperta, ci arriva per caso, guida alla mano. Vediamo la delusione sui loro volti. Perfetta pubblicità negativa. Annulla in un colpo tanti sforzi fatti in altre direzioni: se intendiamo creare una rete, questo è un bel buco. Così non possiamo lasciarla a lungo, la nostra Pinacoteca; per finire i lavori servono milioni, ma per levare le erbacce basta un po' di iniziativa. Detto fatto, lunedì 18 iniziano i lavori (di pulizia) e il giardino tornerà come prima, la palizzata sarà aggiustata, riconnessa, via la plastica svolazzante, sarà dipinta con una pittura bianca, semplice, e che i writer ci facciano i loro segni, ma fatti bene, senza l'assillo di essere pizzicati. Mi dicono che ce ne sono di organizzati, è addirittura possibile parlarci, discutere, chiedere. Domanderò che facciano i loro disegni, ma alla grande, con qualche parola chiave: Pinacoteca, Dipinti, Raffaello, Lavori in corso (magari capolavori in corso...) In via Donegani, dai Vigili Urbani incontro due graffitari, giovanissimi, rasta, fieri e pronti a lavorare. Se decorano loro la palizzata, nessun altro gruppo concorrente interverrà a sovrapporsi: esiste un codice d'onore tra i gruppi. Bombolette o pennelli? decidano loro. l'unico punto è che bisogna pagare per acquistare i colori ma niente paura, i ragazzi sono organizzati: hanno persino la partita Iva per fatturare colori e pennelli! Da non credere. Però sono esentati dagli studi di settore, anche perché trattasi di settore ancora in via di definizione....
Brescia. Graffitari con la partita Iva e tanta creatività per cancellare quel brutto biglietto da visita
La Pinacoteca di Brescia è stata abbandonata per tre anni e si trova in uno stato di disastro. Il nuovo direttore dei musei, Luigi di Corato, ha iniziato i lavori di pulizia e ristrutturazione. Il giardino è stato trasformato in una selva e la facciata è protetta da una palizzata di legni ormai sconnessi. Le riproduzioni dei dipinti sono state graffiate con brutti graffiti. La piazza del museo è diventata un bivacco e i turisti che arrivano per caso sono spesso delusi. Tuttavia, il direttore ha deciso di coinvolgere i graffiti artisti locali per decorare la palizzata e ha incontrato due giovani graffiti artisti che sono disposti a lavorare.
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