La Pinacoteca Tosio Martinengo è chiusa e la piazza su cui si affaccia sta scivolando verso il degrado: aiuole semi-incolte, impalcature che perdono i pezzi, panchine trasformate in bivacco, staccionata deturpata dai writer. Ma da lunedì partirà un intervento di pulizia radicale, affidato a due detenuti impegnati in lavori socialmente utili. E sulla palizzata interverranno dei graffitari, ma con un disegno concordato con il Comune. Li hanno messi al muro: «Prendetelo e stendeteci una mano di bianco». Ai rulli, due detenuti: toglieranno i graffiti dalla cinta della Pinacoteca. Ai gentiluomini del Moretto è cresciuta la barba blu: sui pannelli del cantiere avevano messo le opere della collezione Tosio Martinengo: sfigurate dalle bombolette. «Bisogna pulire tutto» il diktat dell'assessore ai Lavori pubblici Valter Muchetti. Elenco delle cose da sistemare: via la sporcizia da piazza Moretto salotto degli sfaccendati che lasciano lattine e mozziconi l'erba incolta va tosata, la palizzata del palazzo, sporcata dagli spray, deve diventare bianca. Ci penseranno due detenuti di Verziano: con le ramazze attaccano lunedì, alle 9 del mattino. E via, avanti fino alle 16. «Sei ore al giorno, la pausa pranzo la offriamo noi, tre volte a settimana» dice Luca Iubini, responsabile del settore Sicurezza. Piazza Moretto è stata ridotta a una pattumiera: i vandali ci buttano quel che resta dello sballo, bottiglie ovunque e graffiti sulle panchine, pure. La Pinacoteca, con il restauro in stand-by , ha perso lo smalto: erbaccia nel cortile e palizzata sfregiata. Quando ci hanno portato il direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato, con la banda di sei ottoni che suonava la marcia del palio di Siena, il presidente Massimo Minini gliel'aveva giurata: «In attesa degli assegni per riprendere i cantieri, puliremo tutto». Muchetti ha preso in mano l'agenda e steso il programma: «Una mano di bianco sulla cinta e via le cartacce dalla piazza». I dettagli li spiega Iubini: s'inizia con le cesoie. «Lunedì si parte dal giardino: nelle scorse settimane il settore monumentale ha già tagliato gli alberi: loro sistemeranno il resto». Poi tocca al cantiere: «Una mano di bianco per togliere le scritte, e poi si pensa alle cartacce della piazza». Tempo previsto: «Direi due o tre settimane, quel posto è in pessime condizioni». Stesa la vernice bianca, sotto con le bombolette. L'idea l'aveva lanciata Minini alla fine del sopralluogo con Di Corato, dopo che gli ottoni avevano ricevuto gli applausi: «Perché non facciamo qualcosa di artistico sui pannelli del cantiere? Potremmo chiedere ai writers ». Muchetti ha alzato il telefono e chiamato l'associazione True quality, specialità: graffiti legali. Ci penseranno loro: «Minini ha buttato giù qualche idea per le scritte» dice Gianluca Dellara. A prendere gli spray saranno lui e altri due. I bozzetti sono già pronti, mancano giusto i dettagli: «Scriveremo Pinacoteca a caratteri giganteschi sulla facciata e intorno dei disegni». Le opere della collezione? «Mah, pensavamo piuttosto ai dipinti di Leonardo, anche se dobbiamo ancora definire i dettagli con Minini: tocca a lui darci l'ok». Inizieranno a far andare lo spray appena i detenuti avranno finito di sverniciare il muro, i primi giorni di settembre. Le teoria è questa e la spiega Muchetti: «Se copriamo i graffiti con altri graffiti, ovviamente belli, i vandali non tornano più».
Brescia. Pinacoteca, la piazza salvata dai detenuti
La Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia è stata chiusa a causa dello stato di degrado della piazza in cui si affaccia. Il Comune ha deciso di intervenire con un intervento di pulizia radicale, affidato a due detenuti impegnati in lavori socialmente utili. I detenuti saranno seguiti da un gruppo di graffitari che hanno concordato con il Comune di creare un disegno concordato per coprire le scritte vandalizzate. La palizzata del palazzo, sporcata dagli spray, dovrà essere pulita e dipinta di bianco. I detenuti saranno anche responsabili della pulizia della piazza, delle cartacce e degli alberi tagliati.
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