LA MANIFESTAZIONE PRESENTATA IERI A ROMA BIENNALE VENEZIA AI TEMPI DI GIERRA. «Non si può fare una mostra come se fosse una bolla, dove mettere solo l'esperienza estetica», dice Francesco Bonami, direttore della cinquantesima edizione della Biennale di arti visive di Venezia, ieri presentata ufficialmente in una sala delI'Auditorium di Roma. E forse non è troppo casuale l'alto numero di artisti di provenienza israeliana e araba presenti nell'arcipelago Biennale, una mostra formata da undici mostredi cui una storicaallestite da dieci curatori. Per gli israeliani un padiglione ai Giardini di Castello e artisti sparsi in quasi tutte le esposizioni. Sull'altro fronte «Contemporary Arab Presentation», mostra a cura di Catherine David. Senza dimenticare che alla Biennale, prevista dal 15 giugno al 2 novembre, tra i 64 paesi stranieri c'è anche, per la prima volta, l'Iran. Non c'è una partecipazione irachena e neppure palestinese, ma una delle installazioni, «Stateless Nation», realizzata da Sandy Hilal e Alessandro Petti, richiamare i problemi legati all'identità di questo popolo. L'identità (e il conseguente conflitto)è una delle grandi questioni che attraversano la Biennale che tra i Giardini, l'Arsenale, il museo Correr presenta più di 300 artisti (tra cui star dell'arte e dello spettacolo come Damien Hirst,Yoko Ono e Patty Smith). Gli italiani, tra partecipazioni individuali e collettive, sono, complessivamente, 24. La partecipazione ufficiale è in un padiglione appositament ecostruito dal gruppo di architetti A12, posizionato davanti a quello americano. Ospita lavori di Alessandra Ariatti,35anni, di Reggio Emilia, Micol Assael, 33 anni, romana, Anna De Manicor, 29anni, bolognese, e i più noti Diego Perrone e Patrick Tuttofuoco. Lungo il percorso s'incontrano lavori storici di Lucio Fontana, Domenico Gnoli, Francesco Clemente,Enrico Castellani, Gino De Dominicis, Margherita Manzelli (nella mostra storica al museo Correr, interamente dedicata alla pittura), interventi e installazioni di Giuseppe Gabellone, e Stefano Boeri, entrambi presenti all'ultima edizione di Documenta, Maurizio Cattelan, che per la terza volta consecutiva viene invitato alla Biennale e che eseguirà una performance, Paola Pivi, Luisa Lambri, Mario Merz, con un progetto realizzato con l'associazione Zerynthia, Marco Moretti, Enrico David, Flavio Favelli, Luca Guglietta. E sono italiani i due Leoni d'oro alla carriera: Michelangelo Pistoletto e Carol Rama.