Ispica. La zona archeologica del Parco Forza, con il famoso «centoscale» e la sottostante chiesetta di Santa Maria della Cava, incavata nella roccia, rimasta incolume dal terribile terremoto dell'11 gennaio 1693, è diventato un punto di riferimento quasi obbligato per turisti italiani e stranieri. Si intende migliorare l'interesse musealizzando la struttura che ospitava il macello, nella zona sottostante lo stesso Parco Forza, ospitando l'antico relitto rinvenuto nel Pantano Longarini, sempre identificato come la «Nave Ippos». Tantissimi anni addietro, come per incanto, il relitto venne trasferito, dopo essere stato quasi abbandonato, in quel di Siracusa per il restauro, diventato davvero annoso. Ad Ispica venne creato un Comitato per occuparsi del ritorno del relitto in città per essere musalizzato, ed ora il dottor Rosario Gugliotta, nella qualità di presidente del Comitato, ha risollevato ancora una volta l'irrisolto problema, con una lettera trasmessa alla Soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, Rosalba Panvini, nota trasmessa per conoscenza anche all'assessorato dei Beni culturali ed ambientali della Regione Siciliana e al deputato dell'Assemblea regionale siciliana, Orazio Ragusa, che ha avuto modo di seguire la problematica. Scrive, fra l'altro il presidente Rosario Gugliotta: «Lo scrivente con la presente, fa ufficiale richiesta, nella sua qualità di presidente del Comitato pro relitto di Pantano Longarini, e di componente della locale sezione "Sicilia antica", affinché codesta soprintendenza si attivi a verificare la condizione del relitto che in atto si trova in un capannone sito in contrada Fusco a Siracusa, allo scopo di musealizzarlo in uno dei siti già individuati dal Centro restauri dell'assessorato». Il ritorno del relitto della «Nave Ippos» ad Ispica diventerebbe un punto di riferimento e un sicuro polo d'attrazione per i numerosi turisti italiani e stranieri, oltre, ovviamente, a restituitre alla città un pezzo di storia ed evitare in questo modo che il relitto possa perdersi nel tempo a causa del disinteresse e dell'incuria. Non va certo dimenticato che la nostra terra, essendo un'isola, custodisce una grande quantità di relitti di navi e parte dei contenuti di ciàò che veniva traportato a bordo dei vascelli che solcavano le nostre acque e che, spesso, vi affondavano. Adesso è tempo di valorizzare i nostri tesori e far fare un salto di qualità al nostro turismo culturale. 11082014