Brera, di grande resta solo l'attesa. Pochi soldi e quarant'anni di parole Milano, 9 agosto 2014 - ANNUNCI disattesi, piani incompiuti, intoppi e ricorsi. Un mix che ha reso il progetto della Grande Brera, volto a dare nuovo respiro alla storica Pinacoteca che conserva molti capolavori del patrimonio artistico nazionale e all'Accademia di belle arti nel cuore di Milano, un'opera sulla carta non ancora trasformata in realtà. Per realizzare il sogno del grande polo culturale ci sono 23 milioni di euro, poco più di un quinto di quelli necessari (108 milioni circa), stanziati nel 2012 grazie a una delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). Ma tante sono le interruzioni forzate e i dietro-front in questa storia che si trascina da oltre 40 anni. Alla base c'è la volontà di dotare la Pinacoteca di spazi più consoni per le collezioni conservate al suo interno. Un'idea affacciatasi negli anni '70, quando il complesso braidense viene trasferito dal Demanio alla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Province Lombarde, che aveva già acquistato nel 1972 il vicino Palazzo Citterio, subito considerato un bene in grado di trasformare Brera in un museo moderno. MA PALAZZO Citterio è rimasto avvolto nel limbo: i lavori previsti dai progetti Brera 1 e Brera 2 (anni Settanta) non hanno mai visto la luce. Realizzato solo in parte il disegno successivo firmato «Stirling e Wildford». Nel 2004 spunta l'idea di trasferire l'Accademia nel nuovo polo universitario della Bovisa, ma i lavori si arenano prima d'iniziare. Carte rimescolate tra il 2005 e il 2009, quando si fa strada il piano «Brera in Brera», che destina a Palazzo Citterio l'Accademia di belle arti. Nel 2008, nuovo cambio di programma: il Ministero della difesa concede all'Accademia le caserme Magenta e Carroccio in via Mascheroni per realizzarvi un campus didattico, così da liberare spazi per la Pinacoteca. E a dicembre 2012 la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia indice la gara per la parte più significativa dei finanziamenti disponibili legati al restauro di Palazzo Citterio, destinato a essere la sede espositiva delle collezioni permanenti del Novecento della Pinacoteca di Brera, ma anche a ospitare mostre e manifestazioni temporanee. E ORA a che punto siamo? Si va avanti su tre fronti. Il primo riguarda Palazzo Citterio: l'ultimo via libera è giunto il 12 giugno e poi di nuovo il 26, quando il Tar Lombardia ha rigettato le istanze cautelari di sospensione presentate contro l'impresa vincitrice (Research Consorzio Stabile scarl, che ha ottenuto il punteggio più alto anche grazie a un ribasso del 38 per cento sui 13 milioni e 600mila euro di base). I lavori dovrebbero partire in autunno e dureranno 2 anni. Non sarà pronto per l'Expo «ma stiamo pensando a un "cantiere aperto per restauro", insieme a un monitor che mostri i lavori direttamente al Padiglione Italia», ha spiegato dalla direzione regionale per i beni culturali Caterina Bon Valsassina.
Milano: il polo culturale fermo fra intoppi e ricorsi
Il progetto della Grande Brera, volto a trasformare la Pinacoteca e l'Accademia di belle arti in un polo culturale, è ancora in attesa di realizzazione. Il progetto richiede 108 milioni di euro, ma solo 23 milioni sono stati stanziati nel 2012. La Pinacoteca vuole avere spazi più consoni per le sue collezioni, un'idea che affacciata negli anni '70. Il Palazzo Citterio, acquistato nel 1972, è stato destinato a essere la sede espositiva delle collezioni permanenti del Novecento della Pinacoteca, ma i lavori sono stati interrotti più volte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo