L'agosto in città, a chi sa percepire i segnali che la natura c'invia, può riservare molte gradevoli sorprese. Naturalmente, meglio muovendosi a piedi, magari portando a spasso il cane, abitudine oltretutto benefica per il corpo e lo spirito. Molti sono i piccoli messaggi trasmessi da una fauna interstiziale e clandestina, almeno nei quartieri dove qualche brandello di verde le offre ancora possibilità di sopravvivenza, soprattutto nei giorni in cui la presenza umana è assai diluita. Sui prati ancora freschi per le continue piogge del Parco PrenestinoEx Snia Viscosa, si può avere la fortuna di udire il canto del cardellino. Mentre sul vicino romantico e recondito laghetto di acqua sorgiva scaturito dagli scavi di una costruzione bloccata dal Comune, (e che è stato pochi giorni fa espropriato dagli assessori Masini (Lavori Pubblici) e Caudo (Urbanistica), volano le libellule e volteggiano le rondini su uno sfondo di palazzoni e relitti di industrie. Dopo il tramonto, acrobatici pipistrelli inseguono le zanzare incuranti dei concerti rock che infuriano sotto di loro e senza tener conto del fatto che su questi terreni avrebbero dovuto spuntare quattro torri per 176.000 metri cubi. Proprio pochi giorni fa, in una via del Quartiere Pinciano, ho potuto salvare la vita a due grandi colorate chiocciole (forse sfuggite a una cena a base di escargots à la Bourguignonne) che vagavano smarrite sul marciapiede seguite dalla loro iridescente scia di bava. Le ho rilasciate in un vicino giardinetto sottraendole al calpestio dei pur rari passanti. Nel deserto di ruderi e marmi che costellano Roma non è difficile vedere adesso le lucertole. Non lucertole qualsiasi, ma lucertole muraiole nere punteggiate di giallo (azzurro sul ventre), di una sottospecie esclusiva che, in tutto il mondo, vive solo a Roma e dintorni. A tarda sera, nel Foro di Traiano escono i grandi e prudenti granchi di fiume che da secoli frequentano questi umidi luoghi. Nei praticelli di Villa Balestra, sulla collina dei Monti Parioli, oltre alle comuni cavolaie minori e alle vanesse della parietaria (Polygonia egea), sono apparse in questi giorni le delicate licene dalle ali azzurro cielo, interessate alle fioriture spontanee di questa piovosa estate romana. Ovunque vi siano dei grandi alberi (specialmente pini), il silenzio del meriggio consente di godere del frinire insistente e leggero delle cicale della nostra infanzia rurale. Un mattino presto, una piccola tragedia all'inizio di Via Veneto. Profittando del traffico molto ridotto, un povero riccio, probabilmente uscito dalla vicina Villa Borghese in cerca di avventure, è stato investito da un'auto di nottambuli, lasciando sull'asfalto la pelle e gli aculei. Mentre l'altra sera, a buio inoltrato, il mio cane si è molto interessato a un grande rospo che, favorito dall'umidità delle recenti piogge, vagava lentamente sotto le auto parcheggiate su una traversa della via dei Monti Parioli. L'ho salvato dalle ruote delle rare automobili, deponendolo in un giardino vicino chiuso da un cancello, dove avrebbe trovato lumache e lombrichi per uno spuntino notturno. Restando ai lombrichi, con la pioggia questi escono allo scoperto. Se no la loro presenza è denunciata solo dal razzolamento frenetico dei merli nei prati o dagli strani disegni notturni nella polvere dei vialetti.
Roma. Tesori naturali tra i monumenti
In agosto, a Roma, si possono osservare molte sorprese naturali, soprattutto nei quartieri con piccole aree verdi. I prati del Parco PrenestinoEx Snia Viscosa sono un luogo ideale per ascoltare il canto del cardellino. Sul vicino laghetto, si possono vedere libellule e rondini. Dopo il tramonto, pipistrelli inseguono le zanzare. In alcuni luoghi, come il Quartiere Pinciano, si possono trovare chiocciole e lucertole muraiole. A tarda sera, i granchi di fiume escono dal Foro di Traiano. Nei parchi, come Villa Balestra, si possono vedere le licene e le cicale.
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