«PERnoi le Ferrovie possono aprire subito il cantiere, mettere in sicurezza i binari e consentire al massimo in tre mesi il passaggio ai treni della storica ferrovia nei pressi di Villa d'Elboeuf ». Per il sindaco di Portici, il magistrato in aspettativa Nicola Marrone, la riapertura della ferrovia Napoli-Torre Annunziata, la più antica d'Italia, è una battaglia fondamentale. Non solo per gli abitanti della città che guida da un anno, ma per un pezzo importante dell'area metropolitana. Dal 5 febbraio, dal giorno in cui da Villa d'Elboeuf sono caduti massi sui binari, i treni non possono transitare per il rischio di ulteriori crolli con disagi enormi per migliaia di pendolari. I proprietari della Villa, la società Invest che un anno fa l'ha acquistata all'asta, da sei mesi si rifiutano di eseguire i lavori e accusano la Rfi, Rete ferroviaria italiana, di essere responsabile dell'accaduto per aver impiantato tralicci all'interno del territorio della Villa prima del crollo. Una Villa che è un autentico gioiello. Fatta costruire nel 1711 dal duca d'Elboeuf su disegno di Ferdinando Sanfelice, ha due piani con una loggetta dalla parte del Vesuvio e due terrazze a mare, una verso Torre del Greco e l'altra verso Napoli. Sulla facciata principale, rivolta sul mare, due portali con accesso da una doppia scala ellittica con balaustra in marmo e piperno. Sindaco Marrone, un contenzioso che paralizza tutto, dai treni al restauro della Villa, con danni enormi per i pendolari dell'area vesuviana? «Come amministrazione comunale abbiamo subito no- tificato l'ordinanza di messa in sicurezza, ma la Invest si è opposta ricorrendo al Tar che ha sospeso l'atto perché ritiene che occorra un accertamento tecnico preventivo. La Invest, in sostanza, sostiene che la causa del crollo siano i lavori di Rfi su una linea elettrica e il Tar chiede perciò una consulenza. A inizio maggio, per sbloccare lo stallo, sono stato promotore di un'iniziativa congiunta con i sindaci di altre città danneggiate dal blocco della ferrovia, da Torre del Greco fino a Salerno e al Cilento. Una linea sempre affollatissima, soprattutto in estate». Le Ferrovie hanno progettato una struttura metallica per proteggere i treni su entrambi i binari e far ripartire il servizio. Cosa blocca questo intervento che, dall'inizio dei lavori, richiederà circa novanta giorni per essere completato? «Le Ferrovie in Conferenza dei servizi hanno presentato il progetto per una galleria metallica di protezione dei binari. C'è il sì del nostro Comune e della Sovrintendenza e il no di Invest, che prima ha detto di voler realizzare la galleria in proprio e poi ha avuto un atteggiamento dilatorio. Per me, come sindaco, Rfi può intervenire e aprire subito il cantiere per costruire la galleria metallica». Sindaco, nel 1738 dimorò a Villa d'Elboeuf Carlo di Borbone. Se ne innamorò e nel 1742 la acquistò. Resta in lei il rammarico, come amministrazione comunale, di non avere avuto i soldi per poter esercitare il diritto di prelazione lo scorso anno al momento della vendita? «Certo. Si tratta della più antica Villa vesuviana, costruita prima della Reggia di Portici, che da molti anni è in stato di totale degrado e abbandono. Nel settembre dello scorso anno è stata venduta all'asta alla Invest. Noi come Comune avevamo il diritto di prelazione ma non riuscimmo a esercitarlo perché occorrevano quattro milioni e mezzo e la Cassa depositi e prestiti non garantì quella cifra. Lo scorso anno, del resto, l'ex ministro Massimo Bray puntò sulla Reggia di Carditello, una scelta importantissima. Villa d'Elboeuf, invece, andò ai privati ».