Siracusa Assessorato regionale ai Beni Culturali sempre più "confuso" sulla vicenda delle sospensioni dei soprintendenti, con deroghe "strane" come riconferma a Catania. Questo in sintesi il giudizio di parte della politica siciliana, così come del mondo dell'ambientalismo, sulla scelta dell'assessore regionale, Giusi Furnari (nella foto), di congelare i soprintendenti ai Beni Culturali ed Ambientali con la scusa, ritenuta da più parti più che "ridicola", di una "improvvisa" scoperta di non registrazione dei loro contratti, ad un anno di distanza dalla loro stipula e del regolare pagamento delle loro provvidenze. Congelamento che lascerebbe molto da pensare e discutere, dunque, come provono a fare la parlamentare nazionale del Pd, la siracusana Sofia Amoddio, e la segreteria regionale di Legambiente Sicilia, tra l'altro, portando ad esempio le vicende siracusane sulla cementificazioni di aree di Riserva, e sulla istituzione di Riseve naturalistiche come quella della Pillirina, che ha subito attacchi concentrici di una parte della politica e dell'imprenditoria. Insomma, ci viene da pensare, nel cercare di capire questa vicenda dalle sfumature poco chiare, quel detto: "Di notte tutti i gatti sono bigi. E quasi tutti i pensieri sono neri". «La decisione dell'assessore regionale ai Beni Culturali Furnari dichiara l'on. Amoddio -, di congelare i sovrintendenti bloccando di fatto l'operatività delle sovrintendenze necessita di una forte e netta presa di posizione. È evidente a tutti che la sospensione dei vertici a meno di un anno dalla nomina dei sovrintendenti, oltre a bloccare ancora una volta le funzioni e i progetti degli enti rappresenta una presa di posizione politica che necessita di spiegazioni chiare. Spostare l'attenzione dell'opinione pubblica su presunte irregolarità amministrative e formali come la mancata registrazione dei contratti individuali, fatto risibile e non vincolante, sembra celare pratiche politiche vetuste. Inoltre, la notizia di ieri sulla riconferma dell'Architetto Caffo a capo della sovrintendenza di Catania, di fatto annulla in un colpo solo tutte le motivazioni che l'assessorato regionale aveva addotto per le revoche dei nove sovrintendenti delle provincia siciliane. Alla dottoressa Basile va tutta la mia stima e il mio supporto perché ha dimostrato competenza straordinaria e profonda conoscenza del territorio e della sua storia dimostrandosi, se ce ne fosse stato bisogno, la persona più adatta a ricoprire il ruolo di sovrintendente in una realtà difficile come quella siracusana. Alla luce degli ultimi episodi - conclude Sofia Amoddio - sono certa che il riesame degli incarichi disposto dalla Regione Sicilia si concluda nei prossimi giorni e che i sovrintendenti rimangano al loro posto e siano messi nella condizione migliore per svolgere il proprio lavoro di valorizzazione del nostro patrimonio culturale». Ancora più "pungente" l'intervento della segreteria regionale di Legambiente, che ricordano come l'operazione di "congelamento" sia nata dopo il fallimento di alcune operazioni, come quella di Siracusa di sostituire l'attuale Beatrice Basile con Orazio Micali (poi sospeso in quanto indagato), molto più aperto alle cementificazioni. «L'affabile assessore Furnari commenta la segretaria regionale di Legambiente ci ha spiegato, in punta di diritto, che l'assessore dei Beni Culturali non c'entra nulla con la nomina dei soprintendenti e che può, al massimo, dare solo un mero indirizzo politico. Ragionamento ineccepibile, ma questo non ci impedisce di chiedere quali indicazioni in proposito l'assessore abbia avuto dai sui padrini politici di Messina e Siracusa. Forse quella di far insediare a Siracusa sottolinea la segreteria di Legambiente Sicilia -, nella Soprintendenza, con tutto rispetto per le altre, più importante della Sicilia, il famigerato architetto Scuto, colui che ha indelebilmente e molto discutibilmente lasciato il segno nelle tante realtà paesaggistiche e architettoniche dove ha avuto responsabilità? Un soprintendente che ha fatto molta poca tutela, autorizzando opere e interventi che hanno stravolto centri storici, teatri di pietra, coste e aree archeologiche. Fallita l'operazione del pericoloso ritorno dell'architetto Micali, adesso i palazzinari e i cementificatori siracusani, spalleggiati da una classe politica regionale locale screditata e inquisita, tentano un nuovo assalto per finire di distruggere quel territorio, dalle Mure Dionigiane alla Pillirina, al superamento dei vincoli posti dal Piano Paestistico adottato. Magari bastano pochi mesi per queste operazioni, fino ala rimozione di Scuto da parte di una nuova sentenza giudiziaria. Deve essere chiaro a tutti conclude la segreteria regionale di Legambiente Sicilia a partire dal presidente della Regione, che non si può fare finta di nulla, che la posta in gioco è questa e nessuno, compreso Crocetta, si può girare dall'altra parte».