«Attendo di vedere il testo, le cose potrebbero anche essere diverse o molto diverse da quelle che abbiamo letto. Per ora nutro un sentimento di attesa e curiosità miste a incertezza». Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale Fiorentino, rompe il silenzio, e dal palco del Caffè della Versiliana esprime il suo giudizio, anche se molto misurato, sulla Riforma Franceschini che rivoluzionerà completamente il Mibact («Per ora è stata bloccata vedremo a fine agosto o al primo Consiglio dei ministri cosa succederà»). Su alcuni punti come i manager alla guida dei musei e il «depotenziamento» delle soprintendenze , però, preferisce non parlare («Aspettiamo», dice), ma è certa che «il decreto, dopo 40 anni dalla nascita del ministero, porterà ad una trasformazione profonda». Poi ammette che «le cose è bene riconsiderarle», e che ci saranno conseguenze importanti. Innanzitutto esprime una certa preoccupazione per quei musei che non potranno finanziarsi autonomamente: «Avremo musei che si possono sostenere con gli introiti che generano e altri che non potranno farlo e che potrebbero entrare in difficoltà: vedremo il tipo di compensazioni che saranno introdotte», ha spiegato. È dunque probabile che il Polo museale fiorentino, ha sottolineato Acidini, possa essere articolato in «più organi distinti, come gli Uffizi o la Galleria dell'Accademia, che incassano rispettivamente nove e sei milioni l'anno dai visitatori». «Ma ha aggiunto penso anche al Museo del Bargello che incassa 416 mila euro l'anno euro. E tutto il resto? Le ville medicee? O altri musei nei quali ci sono le opere del Ghirlandaio o di Andrea del Castagno dove non c'è neanche biglietto, perché non si possono neanche sostenere le spese di esazione, saranno mantenuti, ma da chi?». A tal proposito la soprintendente spera in «elementi di riequilibrio» tali da ricreare «una situazione come quella odierna o in fonti di finanziamento». Perché, è il suo ragionamento, «se fino a oggi i musei più grandi aiutavano quelli più piccoli a sopravvivere, con la divisione del Polo Museale questo sarà più difficile». E se le si chiede un giudizio sulla «decapitazione» del Polo Museale (che potrebbe perdere Uffizi, Accademia e Bargello), Cristina Acidini ci scherza su: «Se il Polo dà luogo a quattro realtà diverse vuol dire che io lavorerò per quattro cose diverse. Mi sembra un riconoscimento, a lei non sembra?».