la delibera in Consiglio comunale Sarà modificato il progetto vincitore del concorso del 1999 Fayer (Lista Veltroni): «È il solito compromesso all'italiana» Giovedì prossimo il Consiglio comunale di Roma si pronuncerà sul progetto di ampliamento della Gnam, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Valle Giulia. Nell'aula Giulio Cesare sarà votato un ordine del giorno presentanto dal consigliere Ivana Della Portella (Ds), frutto di un complicato compromesso che, dopo una dura lotta tra «conservatori » e «demolitori», permetterà alla fine di «conservare una parte significativa» della cosiddetta «ala Cosenza», opera incompiuta progettata dall'architetto razionalista Luigi Cosenza. Destinata all'abbattimento dal progetto di ampliamento che nel concorso internazionale del lontano 1999 aveva visto trionfare lo studio svizzeroDiener Diener, l'opera progettata da Luigi Cosenza non verrà abbattuta del tutto. Nello specifico, spiega Della Portella, saranno restaurati «i corpi edificati prospicienti via Gramsci, dal cubo angolare all'ex auditorium». Una decisione questa, che, seppur annunciata da Maria Vittoria Marini Clarelli, nuovo soprintendente della Gnam, lascia qualche dubbio. «È la solita "cosa all'italiana" - sbotta il consigliere comunale Carlo Fayer della Lista Roma per Veltroni - per cui uno vince un "concorso internazionale" con un progetto e poi deve cambiarlo in corsa. Se il progetto dello studio Diener prevedeva la demolizione, perché adesso, a cinque anni dal concorso e con la gara d'appalto per i lavori già chiusa, si decide di conservare il padiglione di Luigi Cosenza?». Merito, o colpa, di quel «dibattito culturale» che, portato avanti da architetti, storici dell'arte e giornalisti (tra cui Portoghesi, De Seta, Muratore e Purini), ha fatto riscoprire ai romani l'esistenza del «segno di Cosenza» nella nostra città. «Segno» che l'incuria e le erbacce avevano, tra l'altro, contribuito a cancellare. Merito, o colpa, però, anche del fatto che il previsto ampliamento della Gnam si sarebbe dovuto compiere nell'area di Villa Borghese-Valle Giulia, porzione di territorio che il piano regolatore di Roma destina a «verde pubblico » e tale destinazione non è cambiata nel 1999, anno della chiusura del concorso internazionale. L'ampliamento della Gnam progettato dallo studio Diener Diener, eccedente di 6579 metri cubi rispetto all'«ala Cosenza» sarebbe quindi dovuto passare obbligatoriamente per il Consiglio comunale (così come per il progettato «parcheggio pertinenziale» e la previsione di «destinazione d'uso» del complesso di 27.178 metri cubi così costruito). La delibera che si voterà, con l'aggiunta del nuovo ordine del giorno, giovedì prossimo, risale infatti all'aprile del 2003, oltre due anni e da quell'aprile del 2003 molte le cose che sono cambiate. Oltre al «dibattito culturale», infatti, ha sicuramente giocato a favore della nuova soluzione il fatto che il soprintendente della Gnam Sandra Pinto, uno dei maggiori sponsor del concorso internazionale, sia andata in pensione nella scorsa estate. E il fatto che per mettere mano ad un'opera neoclassica del 1911 (progetto dell'architetto Bazzani, costruito in occasione dell'Esposizione Internazionale per il Cinquantenario dell'Unità d'Italia), cui è legata un'opera razionalista (la cosiddetta «manica lunga» del progetto di Cosenza), abbattendo la seconda per costruire «un organismo unitario» che aderisca direttamente al primo stabile (non solo come «segno architettonico »ma anche «materialmente»), bisogna mettere d'accordo tante teste. Allora, probabilmente, la soluzione adottata potrebbe essere catalogata come «l'unica possibile». Lo studio Diener, spiega d'altronde Della Portella, «ha già presentato un progetto che prevede il mantenimento dell'esistente ».
Galleria d'arte moderna: resta l'ala di Cosenza
Il Consiglio comunale di Roma si pronuncerà giovedì prossimo sul progetto di ampliamento della Gnam, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Valle Giulia. Il progetto originale, vincitore del concorso del 1999, prevedeva la demolizione dell'ala Cosenza, progettata dall'architetto Luigi Cosenza. Tuttavia, dopo un dibattito culturale e una serie di cambiamenti, si è deciso di conservare una parte della struttura. Il nuovo progetto, presentato dallo studio Diener, prevede la restaurazione dei corpi edificati prospicienti via Gramsci, dal cubo angolare all'ex auditorium.
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