Si sgretola il rivestimento. Ca' Sugana: «Pronto il restauro. Gli sponsor? Benvenuti» TREVISO Il colpo d'occhio non è certamente dei migliori: piccoli smottamenti ai lati alcuni «freschi», altri più datati e pietre rotolate un po' dappertutto. Siamo all'ex Pattinodromo, l'unico parcheggio libero a ridosso della cinta muraria di Treviso. Là dove migliaia di persone transitano ogni giorno e dove piano piano, probabilmente anche a causa della pioggia che ha flagellato la città per mesi, le Mura sembrano cominciare ad accusare acciacchi a ripetizione. Che passano perlopiù inosservati, dietro a quella massa di auto posteggiare a 10 minuti a piedi da piazza dei Signori. Ma che appaiono come il sintomo di un malessere latente capace di minare, se non proprio l'integrità strutturale della possente struttura cinquecentesca, perlomeno il decoro di quello che è (o dovrebbe essere) uno dei biglietti da visita della città. Il fenomeno è evidente nel prato che cinge le Mura. Sull'erba fresca di sfalcio si contano centinaia di pietre cadute alla rinfusa. Stessa scena più avanti, verso varco Frà Giocondo, dove il fenomeno appare ancora più evidente dietro il semi-arrugginito reticolato metallico del parcheggio, peraltro ricettacolo di sacchi di immondizia e rifiuti abbandonati. Questa è la zona dove si è intervenuto meno, nel corso dei decenni, per salvaguardare la cinta muraria dallo sgretolamento. «Quella parte di Mura - conferma il Comune - presenta dei problemi. Ma sgomberiamo il campo a qualunque equivoco: noi teniamo moltissimo a un bene di valore inestimabile, tant'è che nel piano triennale delle opere pubbliche abbiamo previsto di intervenire con il restauro». Il progetto sarebbe già stato messo a punto, come pure il preventivo: 700 mila euro. Più avanti, verso Porta Santi Quaranta, Ca' Sugana (sindaco Gentilini) portò a termine un ampio intervento di recupero, successivamente replicato con l'aiuto di sponsor come De' Longhi, che finanziò parte dei lavori nella zona di Porta San Tomaso, sia pure solo in parte. E adesso il giudizio dello Sceriffo è sprezzante: «Quel patrimonio sta andando a rotoli sostiene perché il Comune ha tramutato la "Quinta Strada" di Treviso in un palco per sagre e concerti. Nel 1994, quando mi insediai, coinvolsi fra le più importanti personalità trevigiane dell'impresa e della cultura nel recupero di un patrimonio di valore inestimabile. Oggi siamo in una fase di decadenza, in ogni senso. Chi costruì le fortificazioni si starà rivoltando nella tomba». Anche il capogruppo leghista Sandro Zampese, che seguì direttamente il recupero di parte della cinta muraria da presidente della commissione urbanistica, non è granché convinto. Certo, la sua è una diagnosi meno catastrofica: «Stiamo parlando dello strato decorativo esterno, non della parte strutturale. Le vibrazioni della musica non possono aver causato danni, ma la pioggia senz'altro sì», sostiene. «L'amministrazione Manildo deve fare tesoro dell'esperienza di Gentilini, che fu geniale nel convincere gli imprenditori a finanziare i lavori, e agire immediatamente». Ma da Ca' Sugana sembrano già decisi per conto proprio: «Gli sponsor saranno i benvenuti se interverremo massicciamente. Da parte nostra non c'è alcun pregiudizio, anzi. Procederemo per stralci funzionali, a partire proprio dal Pattinodromo». Confidando nella clemenza dell'erosione.
Treviso. Pietre e calcinacci, cadono pezzi di Mura
Il Pattinodromo di Treviso, un'area vicino alle Mura, è in stato di degrado. La pioggia ha causato smottamenti e pietre rotolate. Il Comune ha previsto un restauro, ma il sindaco Gentilini sostiene che gli sponsor saranno i benvenuti se interverranno massicciamente. Il progetto di restauro è già stato messo a punto e il preventivo è stato fatto, ma il Comune non ha ancora iniziato i lavori. Il sindaco Gentilini è critico con l'amministrazione Manildo, che non ha agito sufficientemente per salvaguardare il patrimonio storico. L'area è stata utilizzata per sagre e concerti, e il sindaco sostiene che questo ha contribuito al degrado.
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