Il ministro: la scelta non era più rinviabile VENEZIA «Non potevamo perdere altro tempo, la scelta sulle Grandi Navi non era più rinviabile». Dopo il via libera del Comitatone al nuovo canale, parla il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. Sul Mose carta bianca a Cantone. Rassicurazioni sulla Tav veneta e sulla terza corsia VENEZIA «All'inizio della riunione l'ho detto chiaramente: non era più tollerabile continuare a non decidere, non si poteva perdere altro tempo. Per due anni non si è deciso, non è così che si stava volendo bene a Venezia». Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, è stato il principale sostenitore del canale Contorta nel governo. Il via libera del Comitatone di venerdì al nuovo canale è in buon parte a lui ascrivibile. Ministro, il Contorta va alla Via, ma restano in piedi anche le altre ipotesi. Non è una soluzione a metà? «Il gruppo tecnico era al lavoro da metà aprile. Abbiamo rimesso in discussione tutto, rivisto tutti i progetti, dialogato con tutte le parti. Si è verificato che tecnicamente l'unica proposta sottoponibile a Via è il Contorta, che contempla tutte le esigenze ambientali ed economiche. Abbiamo individuato una strada chiara e tra 90 giorni avremo l'esito della valutazione. Se in questi 3 mesi avanzassero altre proposte, non abbiamo pregiudizi: l'importante è che non siano solo idee, ma proposte tecnicamente valide». Tre mesi di Via, 18 per la realizzazione. Il canale sarà pronto per la stagione 2016, come chiedono le compagnie? «La Clia è venuta più volte a parlare con me. Loro vogliono tempi certi e ieri abbiamo dato un segnale positivo. Poi, una volta fissata la data, loro si organizzeranno. Venezia è un patrimonio importante, per questo sono disponibili a sostenere una parte dei costi del nuovo canale». E nel frattempo che cosa succede? «Dall'1 gennaio 2015 ci sarà il divieto per le navi sopra le 96 mila tonnellate. E' un sacrificio, ma ora ci sono dei tempi certi». Ha detto che per due anni non si è deciso. Paolo Costa ha ricordato di aver presentato il primo progetto del Contorta nel marzo 2012. Sono stati due anni buttati via? «Il tempo del dialogo non è mai buttato, se poi si decide. Certo non posso non notare che se la Via sul Contorta l'avessimo fatta nel 2012 invece che nel 2014 oggi la situazione sarebbe ben diversa». Il principale oppositore del Contorta era l'ex sindaco Orsoni. Venerdì il commissario Zappalorto non ha votato. A Venezia qualcuno parla di «blitz di agosto» con la città senza sindaco eletto. «Aspettare la prossima primavera avrebbe voluto dire perdere definitivamente l'industria crocieristica. Bisogna fare i conti con la realtà, il meglio è nemico del bene. Quanto a Orsoni, abbiamo sempre dialogato in maniera corretta. La convocazione del primo Comitatone di aprile si deve anche a lui, come l'inserimento del tema di Marghera». Ma lei immagina che un giorno le navi possano arrivare in zona industriale? «Abbiamo sempre detto che c'è una prospettiva di breve-medio termine e una di lungo termine. Oggi l'ipotesi migliore è il Contorta, mentre Marghera non era praticabile, a meno di perdere la vocazione di porto merci. In futuro, con il terminal off-shore, Marghera potrà avere una nuova vocazione». Chi farà la gara per il nuovo canale? «L'Autorità portuale». I retroscena parlano di discussioni animate con il suo collega Dario Franceschini. «Il ministro Franceschini ha giustamente posto le istanze del ministero dei Beni Culturali, io quelle di Infrastrutture e Trasporti». La Tav veneta e la terza corsia dell'A4 erano nel decreto «Sblocca Italia», poi sono sparite. Che cosa è successo? «La Tav da Brescia a Trieste è una priorità assoluta per il nostro governo. L'abbiamo sbloccata, anche con il protocollo d'intesa sul nodo di Vicenza. Idem la terza corsia. Lo Sblocca Italia serviva per sbloccare le opere incagliate, altre devono essere finanziate e cantierate. Nella legge di stabilità ci saranno i soldi per tutte le altre opere». Il Consorzio Venezia Nuova sarà commissariato? «Noi come governo possiamo solo dire che il Mose è un'opera fondamentale, che deve essere completata. Sul Consorzio abbiamo avviato una due diligence che è quasi terminata e credo che per fine mese potremmo prendere delle decisioni. Il lavoro del presidente dell'Anticorruzioe Raffaele Cantone è una cosa diversa, lui ha pieni poteri, è autonomo e indipendente».