VENEZIA Gianfranco Bettin parla di "blitz di Ferragosto", Alessandro Maggioni chiarisce che è una scelta del governo, non della città. Il Comitatone sulle grandi navi invano chiesto quando Ca' Farsetti aveva ancora un governo politico, il governo l'ha convocato solo quando a sindaco, giunta e consiglio non c'erano più. E viene da pensar male. «Hanno scelto l'assenza del sindaco per approvare il Contorta - dice Bettin - E, come volevasi dimostrare, il blitz di Ferragosto, si è concluso come, da facili profeti, avevamo denunciato. Una scelta compiuta in assenza di una democratica rappresentanza del Comune. Ministeri ed enti che sono stati condizionati dalla cricca del Mose decidono ancora una volta sulla testa della città ». Perciò, argomenta, è necessario votare al più presto. Se si aspetta marzo, il Contorta sarà bello che approvato e passerano anche il bilancio e altre decisioni, dal bilancio alla salvaguardia, passeranno senza che la politica veneziana possa metterci becco. «Il sogno dei poteri forti», conclude l'ex assessore all'Ambiente di area Verdi-Sel. «Non mi pare opportuna una decisione presa in un frangente di particolare debolezza politica della città - conviene dal Pd l'ex consigliere Jacopo Molina - Un blitz ferragostano del quale governo e porto hanno la corresponsabilità».Per il più renziano dei democratici veneziani, Renzi ha sbagliato? «E' stata una decisione improvvida - risponde - Ora spero che il commissario anticorruzione Raffaele Cantone escluda dai lavori del Contorta le società del Consorzio Venezia Nuova. Altrimenti vuol dire che in citta non è cambiato niente». Il governo non ha tenuto in minima considerazione né il documento sulle grandi navi del Pd veneziano né le indicazioni dell'ex maggioranza, sottolinea l'ex assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Maggioni. «Evidente che non è una scelta della città, è una scelta del governo: la città aveva detto altro - ricorda - Non dico sia sbagliata ma che è presa senza la rappresentanza della città. Dopodiché, chi oggi sta governando la città si assumerà le sue responsabilità». Il commissario Vittorio Zappalorto sul punto è chiarissimo: «Non ho partecipato alla discussione nè alla votazione - puntualizza - Ho solo rappresentato il Comune. Mi dicono che questo delle crociere era un problema urgente da risolvere e la decisione è capitata quando non c'è un consiglio comunale. Io sono un tecnico e la decisione l'ha presa la politica. Se sia la migliore non spetta a me giudicare. Mi sono invece speso per finanziare la salvaguardia di Venezia indicando una serie di priorità». Il senatore dell'Ncd Mario Dalla Tor non ha dubbi: «E' il miglio progetto che salvaguarda Venezia, l'occupazione diretta e l'indotto - dichiara - Ora bisogna procedere rapidamente per ottenere la valutazione positiva di impatto ambientale». Di segno opposto la valutazione del deputato del M5S Marco Da Villa che parla di «colpo di mano agostano». «A nulla è valsa la lezione del Mose - dice - . Devono approvare il progetto in fretta in assenza di un'amministrazione per sventare la possibilità che il prossimo sindaco (a 5 Stelle) sia veramente contro queste opere inutili».