VENEZIA Il Comitatone lancia il canale Contorta come alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco. La riunione di ieri ha deciso di inviare il progetto di scavo alla commissione di valutazione d'impatto ambientale, in quanto è finora l'unico completo. Ma tutte le altre ipotesi restano aperte. Costa: «Pronto per la stagione 2016». VENEZIA Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, a un certo punto della riunione, l'ha detto a mo' di battuta: «Domani tutti i giornali scriveranno che abbiamo dato il via al canale Contorta». E per questo alla fine del Comitatone si è affrettato a ricordare che il progetto sarà sottoposto a una valutazione di impatto ambientale «rigorosissima»: solo successivamente si parlerà di scelte e cantieri. Il dato di fatto, però, resta che l'incontro di ieri, convocato in fretta e furia mercoledì, costringendo qualcuno anche a rientrare dalla ferie, si è concluso con una presa di posizione netta per il progetto che prevede lo scavo del canale che consentirà alle navi da crociera di arrivare alla Marittima senza passare dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca: con il nuovo canale i «giganti» entrerebbero dalla bocca di porto di Malamocco (non più da quella di Lido), percorrerebbero il canale dei Petroli e poi, poco prima di arrivare alla zona industriale di Marghera, devierebbero sulla destra nel nuovo canale. Il tutto assicura il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa con 18 mesi di lavori e 115 milioni di euro di investimento, di cui metà per lo scavo del canale, l'altra per quel progetto di recupero morfologico su cui il Porto punta molto. «Possiamo farcela per la stagione 2016», assicura Costa. Per il 2015, con l'ordinanza della Capitaneria di Porto sospesa dal Tar del Veneto e nonostante l'accordo volontario con le compagnie, il governo ribadirà il limite delle 96 mila tonnellate con un decreto interministeriale che di fatto aggiornerà il famoso Clini-Passera, emanato dopo la tragedia del Giglio. «Impediremo, sin dal primo gennaio 2015, il passaggio delle grandi navi davanti a San Marco», ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. La riunione, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, è durata circa un'ora e mezza. Una discussione pacata, ben lontana dagli accesi contrasti di alcuni mesi fa, quando il sindaco di Venezia era ancora Giorgio Orsoni, contrario al Contorta e favorevole a portare le navi a Porto Marghera. Ieri, fatta salva l'opposizione e il voto contrario del Comune di Mira (il cui assessore all'Urbanistica Luciano Claut, architetto, è uno dei proponenti di un progetto di nuovo terminal alla bocca di porto di Lido), il commissario Vittorio Zappalorto ha ammesso onestamente di non voler partecipare a quella votazione «politica», pur ammettendo la necessità di una soluzione rapida. Ed è per questo che alla fine la decisione è stata quella di spingere il Contorta definito «l'unico ad avere un adeguato livello di definizione progettuale» all'esame della commissione Via. «Già lunedì firmerò il decreto di approvazione del progetto, poi lo invieremo subito al ministero dell'Ambiente», dice Costa. Per poter accontentare tutti, poi, nelle due pagine dell'atto di indirizzo approvato dal Comitatone si dice che anche gli altri progetti sul tavolo (il retro Giudecca, Marghera e Lido), se sviluppati meglio, potranno essere valutati. E si lascia anche la strada aperta sia per l'ipotesi del Lido che per quella di Marghera, che però riguardano un futuro più lontano e dovranno passare anche per una revisione del piano regolatore portuale, «La via del Contorta è la più praticabile in tempi brevi - sottolinea Lupi - quella di oggi mi sembra una soluzione equilibrata, così non allontaniamo le compagnie». «Io spero che si faccia velocemente - aggiunge il governatore del Veneto Luca Zaia - L'obiettivo da raggiungere dev'essere quello del Clini-Passera: tutte le grandi navi sopra le 40 mila tonnellate dovranno stare fuori dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca». Esulta anche Sandro Trevisanato, presidente di Vtp, il gestore del Terminal: «La ragione ha vinto sull'emozione, sulla disinformazione e sugli appelli dei vip».