La scelta del Comitato, contrari i NoNav Grandi Navi a Venezia, il destino è segnato. Certo, si procederà a tappe in attesa della soluzione definitiva eliminare i giganti del mare dal Canale della Giudecca e dal Bacino di San Marco che dovrebbe concretizzarsi nell'arco di un paio d'anni. Condizionale d'obbligo, considerando l'iter burocratico, i pareri dell'Autorità ambientale, e le opere necessarie da realizzare. Si tratta, in pratica, dello scavo del Canale Contorta Sant'Angelo (di collegamento dal Canale dei Petroli alla Stazione Marittima), l'unico progetto che è definito al punto da poter essere sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale. Senza escludere, tuttavia, di prenderne in considerazione altri che potrebbero rivelarsi migliori. È questa la sintesi dell'accordo raggiunto ieri a Roma durante il Comitatone per Venezia, presieduto dal sottosegretario Graziano Delrio. Durante l'incontro tra le parti (per il governo, i ministri dei Trasporti, Maurizio Lupi, dell'Ambiente, Gianluca Galletti, dei Beni Culturali, Dario Franceschini; per gli enti locali, tra gli altri, il presidente del Veneto Luca Zaia, l'Autorità portuale, Paolo Costa, il Commissario straordinario di Venezia, Vittorio Zappalorto), c'è stato qualche motivo di tensione, al momento di stabilire le limitazioni di transito della Grandi navi da adottare in fase transitoria. Esse sostanzialmente ricalcano le prescrizioni del decreto Clini-Passera, con qualche integrazione che consentirà di superare la contesa giudiziaria in corso. Gli operatori portuali, infatti, lo scorso febbraio si erano appellati al Tar, ottenendo la sospensiva dell'ordinanza. L'udienza di merito è stata rinviata al primo ottobre. Paolo Costa, Autorità portuale di Venezia, dunque, propugnava «accordi volontari» con gli armatori, puntando ad un'intesa soft , forse per scongiurare per il futuro eventuali piani di investimento crocieristici alternativi a Venezia, pena la perdita di molti posti di lavoro in Laguna. Ma il ministro Franceschini si irrigidiva, chiedendo di mettere ogni dettaglio nero su bianco. Altrimenti, si sarebbe avvalso della facoltà di porre sotto vincolo ambientale il Bacino di San Marco. «Intenzione già espressa nella lettera inviata lo scorso 22 luglio al premier Renzi», puntualizza l'ufficio stampa del ministro. Alla fine, è prevalsa la linea di Franceschini. Quali sono, allora, i limiti posti per l'ingresso della Grandi navi in Laguna? Premesso che il Comitatone ha preso atto che l'attuale Stazione marittima di Venezia è al momento l'unica in grado di costituire un punto di approdo valido per la crocieristica nazionale e internazionale, sia per le caratteristiche di accessibilità delle navi, dei passeggeri e delle forniture delle merci, le prescrizioni stabiliscono che: per l'anno in corso, 2014, è consentito un numero massimo di transiti (2 al giorno) di navi da crociera di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate; il divieto, negli ormeggi alla Stazione Marittima, di stazionamento contemporaneo diurno di un numero superiore a 5 navi di stazza lorda oltre le 40.000 tonnellate. Per il 2015, infine, il divieto tassativo di transito nel Canale della Giudecca e nel Bacino di San Marco di navi di stazza lorda superiore a 96.000 tonnellate. «C'è stata una decisione unanime commenta il governatore del Veneto, Zaia di sottoporre il canale della Contorta Sant'Angelo alla Valutazione di impatto ambientale, di considerare eventualmente altri progetti. Ma soprattutto c'è l'unanimità sull'eliminare le Grandi navi dalla Giudecca e da San Marco. Spero che si faccia velocemente». Pollice verso invece ed era inevitabile dal Comitato No Grandi navi. Che prospetta contestazioni, affermando: «Se qualcuno vuole trasformare la laguna di Venezia in una Val di Susa, questa è la strada». Il portavoce Silvio Testa aggiunge: «La lezione del Mose non ha insegnato niente a nessuno. Si va avanti con scelte verticistiche, colpi di mano, forzature. Anche nel contesto veneziano, Renzi ha svelato il suo volto antidemocratico». Il decreto Clini-Passera Nel marzo 2012 viene emanato il decreto Clini-Passera che vieta il transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri con stazza superiore alle 40 mila tonnellate, specificando che «tale divieto si applica a partire dalla disponibilità di vie di navigazione alternative a quelle vietate» L'ordinanza Il 5 dicembre 2013 la Capitaneria di Porto di Venezia promulga l'ordinanza che introduce per il 2014 un numero massimo di transiti (708) per le navi di stazza superiore alle 40 mila tonnellate e per l'anno 2015 il divieto di transito di navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate. E ciò senza legare le limitazioni alla preventiva realizzazione di una via alternativa all'attuale Marittima come indicato nel decreto Clini-Passera Il Tar A febbraio di quest'anno la Venezia Terminal Passeggeri e altri operatori portuali hanno disgiuntamente presentato ricorso al Tar del Veneto contro questo provvedimento chiedendone l'annullamento. Il 17 marzo il Tar accoglie la richiesta di sospensione per carenza di motivazione e di istruttoria. Il 25 giugno lo stesso tribunale amministrativo rinvia l'udienza di merito al 1 ottobre Il Comitatone Ieri a Palazzo Chigi il Comitato Venezia ha deciso l'escavo del canale Contorta-Sant'Angelo come soluzione alternativa al passaggio delle grandi navi in bacino San Marco, progetto de sottoporre alla valutazione di impatto ambientale entro 90 giorni. Si torna a quanto disposto dall'ordinanza del 5 dicembre 2013