BOLZANO Per lo stelvio si mobilita anche il Wwf. Paola Brambilla, delegata nazionale per la Lombardia, chiede un intervento del governo per evitare lo spezzettamento del Parco nazionale simbolo della biodiversità alpina «Nel 1974 scrive Brambilla vede la luce il regolamento di attuazione dello statuto speciale del Tta che all'articolo 3 attribuisce alle province di Trento e di Bolzano le funzioni concernenti il Parco Nazionale dello Stelvio, al quale veniva assicurata configurazione unitaria e una governance, in forma di consorzio. Nel 1991 entra in vigore la legge quadro sulle aree protette, fondata sulle nuove competenze state in tema di tutela dell'ecosistema, che prevede una disciplina statale dei parchi con pianificazione unitaria, regole severe e uniformi (divieti caccia, derivazioni idroelettrice, cave...) e governance aperta alle associazioni ambientaliste. Per tener conto delle regioni autonome spiega Brambilla l'articolo 35 prevedeva apposti regolamenti che declinassero i principi della legge quadro con il sistema delle autonomie, previa intesa tra Stato, province autonome di Trento e Bolzano e Regione Lombardia». Successivamente si arriva alla provincializzazione del parco decisa dall'allora governo Berlusconi ma rimasta inapplicata a causa dei dubbi espressi anche dal presidente Napolitano. L'anno scorso poi è arrivata l'ennesima sorpresa. «Nella finanziaria 2013 è stata inserita la previsione che le funzioni statali dello Stelvio siano trasferite alle province autonome insieme ai relativi oneri finanziari. Si tratta di un'evidente provincializzazione del Parco, tesa a farne terra di un regime derogatorio rispetto all'impianto nazionale fortemente protettivo del più importante parco alpino italiano e forse europeo. Wwf insorge contro il testo, e anche la Regione Lombardia approva all'unanimità in consiglio regionale un ordine del giorno a favore dell'unitarietà del parco e di una governance condivisa tra stato, regioni, province e portatori di interesse. L'ultimo atto continua Brambilla è il decreto competitività che riporta la Lombardia nell'intesa sul futuro del Parco, ma non rimedia allo spezzettamento e non impone il rispetto delle linee cardine della legge 39491: ovvero pianificazione e disciplina unitaria ed omogenea, tutela dell'ambiente uniforme senza utilitarismi locali per confini amministrativi, governance aperta alle associazioni ambientaliste. Come il Ministero conclude Brambilla anche il Wwf non ci sta e chiede un forte intervento statale perché, nell'anno di presidenza italiana della convenzione delle Alpi, che protegge l'arco alpino nella sua unitarietà senza confini nazionali, l'Italia per prima sia portavoce credibile di questa unità di intenti e di tutela».
Il Wwf: Lo Stelvio non va provincializzato
Paola Brambilla, delegata nazionale per la Lombardia del Wwf, chiede un intervento del governo per evitare lo spezzettamento del Parco nazionale dello Stelvio. Il parco è simbolo della biodiversità alpina e ha un regolamento di attuazione dello statuto speciale che attribuisce alle province di Trento e Bolzano le funzioni concernenti il parco. Tuttavia, la legge quadro sulle aree protette del 1991 prevede una disciplina statale dei parchi con pianificazione unitaria e regole severe. Nel 2013, la finanziaria ha previsto la trasferenza delle funzioni statali dello Stelvio alle province autonome, ma il Wwf si è opposo a questo.
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