Qualche tempo fa, sul Secolo XIX, è stata negativamente commentata la possibile integrazione tra Museo del Risorgimento e il progettato Museo della Resistenza. La contrarietà trova origine nel sospetto di un legame tutto ideologico tra eventi "diversi e irriducibili", nella non condivisione dell'interpretazione storica della Resistenza come Secondo Risorgimento. Un'interpretazione che come è noto ha segnato a lungo la storiografia della sinistra quasi in un prolungamento della lettura gramsciana sul "Risorgimento dall'alto". Se i dubbi sono questi non è difficile dissiparli. Sarebbe quantomeno di corto respiro culturale costruire un collegamento meccanico tra Risorgimento e Resistenza al di là degli indiscutibili richiami che l'esperienza risorgimentale ebbe per quella resistenziale. Gli spazi museali avranno una loro autonomia espositiva pur nell'ambito di una comune gestione. E' invece utile ricordare che, all'opposto, il Museo nacque negli anni del regime fascista nell'ambito di quella vulgata storica tesa a rimuovere il trauma del primo conflitto mondiale e a presentare la "Grande Guerra" come quarta guerra di indipendenza. L'obiettivo che si vuol raggiungere non è tanto di consegnare alle stanze di un museo la versione retorica e celebrativa della lotta di Liberazione quanto realizzare un vero e proprio laboratorio storico capace di promuovere la memoria, non lineare, di un evento centrale della storia dell' Italia contemporanea e su cui, ad oggi, è fondata la Costituzione repubblicana. In sintesi, nessuna commistione tra età, protagonisti sociali, questioni storiche tra loro davvero diverse ma realizzazione in un'unica sede di due luoghi della memoria della partecipazione civile, della elaborazione delle culture democratiche del paese, di un forte ruolo nazionale della città. Diverso è invece il ragionamento che rimanda ai temi della "morte della patria" su cui ha a lungo scritto Galli Della Loggia, alla convinzione che la Resistenza rappresenti "un fattore di divisione che ha impedito il ricomporsi dell'identità della nazione". Un ragionamento che non mi sento di condividere così come non lo condividono ampi settori della comunità scientifica.
LA LETTERA - Le ragioni di un museo
Il testo discute la possibile integrazione tra il Museo del Risorgimento e il Museo della Resistenza. Alcuni critici hanno espresso preoccupazioni sulla possibilità di un legame ideologico tra i due eventi storici, considerati diversi e irriducibili. Tuttavia, l'autore sostiene che gli spazi museali avranno una loro autonomia espositiva e che l'obiettivo è quello di realizzare un laboratorio storico che promuova la memoria della Resistenza e della lotta di Liberazione. Il testo enfatizza l'importanza di una memoria non lineare e di un ruolo nazionale della città di Roma.
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