IMPALCATURE posizionate da anni, pareti annerite e consumate dal tempo. Finestre a pezzi, soffitti fatiscenti, banchi rotti e sedie pericolanti tanto da dover ricorrere ai privati per un atto di generosità se le istituzioni statali non possono garantire un dovere fondamentale: una istruzione con i minimi standard di sicurezza. Ai tempi di tablet, registri elettronici e di ebook succede che anche a Bari il mondo scolastico debba fare i conti la vecchia burocrazia e con carenze strutturali. Non ci sono i fondi né per la manutenzione degli edifici, né tantomeno per arredi e suppellettili. Dai licei agli istituti tecnici e professionali il grido di dolore dei dirigenti è lo stesso: "Non sappiamo come fare, qui manca tutto". All'indomani dell'allarme lanciato dal presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, negli istituti superiori baresi l'elenco della spesa è assai lungo. Tutti hanno la stessa fame, ma poi si ritrovano con un piatto miseramente vuoto. Piatto allora riempito in alcuni casi da aziende di buona volontà. Un esempio arriva dal liceo Orazio Flacco. "Noi stiamo raggiungendo un accordo con uno sponsor privato spiega il dirigente scolastico Antonio D'Itollo Ci metterà a disposizione 60 banchi nuovi di zecca. Il nostro istituto ha ora anche il liceo internazionale e io i ragazzi non saprei davvero dove farli sedere". E all'ombra della scritta che campeggia sulla facciata, 'Regnando Vittorio Emanule III', succede anche che per il semplice restauro conservativo dei portoni di ingresso di via Pizzoli e di via Murat (dove c'è l'attigua scuola media Pascoli) ci sia un rimpallo di responsabilità tra Provincia e Comune nelle prescrizioni richieste dalla Soprintendenza. E intanto il tempo passa. "Io sono sei anni che sono qui spiega D'Itollo e non è stata mai fatta una tinteggiatura delle pareti. Abbiamo provveduto a nostre spese e con il nostro personale, così come per l'installazione delle telecamere". Nonostante le difficoltà, il Flacco anche per quest'anno ha deciso di non aumentare il contributo volontario che viene chiesto alle famiglie dei circa 950 alunni. "E' fissato a 90 euro, uno dei più bassi di Puglia e i genitori hanno capito l'importanza" spiega D'Itollo. "La situazione delineata dal presidente Schittulli aggiunge è preoccupante e personalmente mi chiedo se con l'abolizione dell'ente Provincia, la città metropolitana di Bari sia in grado di gestire le competenze scolastiche". Nel cuore del centro di Bari non sorride nemmeno un'altra istituzione della didattica cittadina, il liceo scientifico Scacchi. La facciata di corso Cavour è ingabbiata dall'impalcatura da circa due anni e mezzo tra stop and go dei lavori. "Con tutti i disagi del caso avverte il dirigente scolastico Giovanni Magistrale Ci procura dei grossi danni d'immagine. L'edificio è perennemente coperto e l'ingresso diventa un ricettacolo di rifiuti e degrado. Io mi sono arrabbiato molto e finalmente la Provincia ha deciso di dare il via alla gara per il restyling della facciata dopo aver ottenuto l'ok dalla Soprintendenza". Entro la fine dell'anno anche lo Scacchi avrà finalmente il certificato antincendio grazie ai lavori in corso su una pompa. Ma da settembre il liceo dovrà fare i conti con carenze ormai croniche. "Sono due anni che chiedo aggiunge Magistrale il rinnovo totale di banchi e sedie. Ne servono circa 800 e la Provincia lo scorso anno ce ne ha promessi la metà. Ha bandito anche una gara ma poi non abbiamo saputo gli esiti. Solo recentemente è però arrivata la doccia fredda: non se ne farà più nulla perché l'ente ci ha comunicato che a fine anno sarà abolito". Nel frattempo nei corridoi della scuola ci si rimbocca le maniche da tempo: i bidelli più volte hanno ritinteggiato all'occorrenza pareti e bagni grazie ai fondi interni. "Non abbiamo mai avuto la possibilità spiega il dirigente - di fare una pitturazione seria. Resiste solo la manutenzione ordinaria". Manutenzione necessaria per accogliere al meglio i circa 1400 alunni che tra un mese circa ritorneranno a ripopolare l'edificio di corso Cavour. Il mantra dei banchi e delle sedie si ripete anche all'istituto professionale Perotti. "La Provincia quando ha potuto ci è sempre venuta incontro e conosciamo le difficoltà che ha incontrato in questi anni per il patto di stabilità dice la dirigente scolastica Rosangela Colucci Ora abbiamo problemi con gli infissi e le persiane. Risalgono agli anni 70 e d'inverno disperdono il calore del riscaldamento". La sede distaccata di via Ulpiani ha anche problemi con le aule. Dallo scorso anno si trascina una battaglia con il vicino istituto Panetti. "Abbiamo chiesto ai nostri vicini di cederci 4-5 aule che loro non utilizzano spiega Colucci e di poter gestire insieme la palestra con un affidamento concordato. Ma nulla di tutto questo". Anche il Perotti farà ricorso per il prossimo anno scolastico al contributo volontario delle famiglie. Si vai dai 75 euro per il biennio sino ai 120 per il triennio. "Fondi spiega la dirigente che servono per il miglioramento dell'offerta e della didattica delle nostre attività di laboratorio". Intanto, la lettera choc del presidente Schittulli sul preoccupante stato strutturale delle 138 scuole di competenza provinciale rimbalza anche sui social network e sui forum scatenando polemiche e ironia nei confronti del premier Renzi. "Quale anno scolastico ci aspetta? Le nostre scuole sono davvero sicure?" si chiedono diversi studenti baresi, soprattutto quelli del primo anno delle superiori.
BARI - Banchi rotti, pareti a pezzi "Chiediamo aiuto ai privati"
In Puglia, le scuole sono in cattive condizioni. Le istituzioni statali non hanno i fondi per la manutenzione degli edifici e per l'acquisto di arredi e suppellettili. I dirigenti scolastici chiedono ai genitori di contribuire con un contributo volontario, che varia da 60 a 120 euro a seconda dell'istituto. Alcune scuole hanno problemi con le infissi, le persiane, le aule e le palestre. La Provincia di Bari ha promesso di aiutare, ma non ha ancora fornito i fondi. Il presidente della Provincia, Francesco Schittulli, ha lanciato un allarme sullo stato delle scuole, ma non sembra che ci sia una soluzione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo