L'onorevole Flavia Piccoli Nardelli, segretario della commissione Cultura della Camera dei deputati, interviene in Valle Camonica per onorare i cinquant'anni di vita del Centro camuno di Studi preistorici. L'onorevole Piccoli conosce bene la materia, ricorda ai presenti una proposta di legge depositata in Parlamento nel 1974 dai parlamentari bresciani Franco Salvi e Sam Quilleri in favore delle istituzioni camune e illustra i recenti provvedimenti ministeriali per la cultura. È un profondo rinnovamento di metodo, oltreché concettuale, dice l'onorevole Piccoli. Abbiamo girato pagina. Basta interventi generici, contributi occasionali, ma al contrario finanziamenti significativi agli istituti di ricerca che funzionano, che rappresentano una forte identità locale. Tutte caratteristiche, aggiungiamo, che autorizzano le speranze di fondi del Centro camuno, le cui ricerche hanno svelato le grandi rocce istoriate che sono state il primo riconoscimento dell'Unesco in Italia. E poi l'onorevole Piccoli ha presentato i contenuti dell'Art bonus, la nuovissima legge che prevede la defiscalizzazione degli aiuti al settore. Nella sostanza, per la prima volta in Italia i versamenti in favore delle istituzioni culturali vengono detratti dalla tasse per il 65 dell'intervento da parte di aziende e del 50 da parte dei privati cittadini. È una norma attesa e auspicata da anni. Un'occasione straordinaria per chi opera nella cultura. Penso alle consistenti somme di contributi che potrebbero giungere a Brescia Musei, al Musil, alle Fondazioni teatrali, alla Civiltà bresciana, da un'economia ancora ricca come quella bresciana. La legge presenta tuttavia due rischi che meritano di essere segnalati. Il primo riguarda l'oggetto dell'intervento defiscalizzato. Deve essere finalizzato all'investimento in ben culturali, restauro, custodia, tutela, acquisizione pubblica, conservazione, ma non alle spese di gestione dell'istituto che riceve la donazione. Il secondo riguarda la conoscenza del provvedimento, la sua ampia diffusione fra le aziende e fra i cittadini. In questo occorre un impegno delle associazioni di categoria e degli assessorati alla Cultura di tutta Italia per sollecitare l'attenzione universale su questa inedita occasione di impegno. Sono due osservazioni (ampliare il godimento dei benefici fiscali anche per la gestione delle istituzioni e la promozione capillare del provvedimento) che riguardano la capacità di successo dell'iniziativa. Che tale sarà se risulterà convincente l'obiettivo vero dell'intervento massiccio necessario alla cultura: aiutare a colmare lo squilibrio della nostra società e dei singoli che la compongono. È uno squilibrio che si ascrive ai disagi economici, ma che origina anche dal mancato soddisfacimento di bisogni immateriali, consci o inconsci, che solo il consumo di prodotti culturali può colmare, anche come antidoto agli scompensi profondi della dimensione economica.