Centinaia di reperti di valore recuperati dai carabinieri Maxisequestro tra Bari,Taranto e Foggia BARI - Anni di colpevoli distrazioni, di negligenze nell'adempire al dovere di tutelare e conservare il patrimonio artistico pugliese. È la scomoda verità che emerge dalle tre operazioni condotte in Puglia dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, competente su Puglia, Basilicata e Molise. Tre le province che sono state interessate dalle inchieste: Bari, Taranto e Foggia. Gli investigatori, guidati dal tenente Michele Miulli, hanno recuperato centinaia di reperti storici e archeologici di notevolissima importanza e denunciato per ricettazione tre persone: la vedova di un antiquario di Taranto, un esperto barese di libri antichi e uno studioso di atti pubblici nato in provincia di Foggia. Queste tre persone sarebbero entrate in possesso in maniera illegale di oggetti ricercatissimi anche sul mercato internazionale. Un piccolo tesoro trafugato nel corso degli anni con la complicità di gente che aveva libero accesso ai beni custoditi nelle chiese, negli archivi, nelle biblioteche e tutto questo in anni in cui non vi era per il patrimonio artistico e storico pugliese la stessa attenzione e sensibilità di oggi. Entrando nello specifico tra gli oggetti sequestrati vi sono una serie di arredi sacri, portati via negli anni settanta da una chiesa di Santera-mo in Colle, reperti archeologici del V e del IV secolo avanti Cristo, documenti scomparsi dall'Archivio storico del Comune di San Giovanni Rotondo, diversi manoscritti trafugati dalla Biblioteca dei Carmelitani di Roma, dai seminario vescovile di Moffetta, Bisceglie e Monopoli, dalle Università di Bologna e Modena. Tra questi ultimi un testamento in lingua spagnola e latina di epoca aragonese risalente al 1500 e una pergamena di Carlo VOI. H tesoro più prezioso i carabinieri lo hanno recuperato nello studio di un antiquario librario di 91 anni, di Bari. Oltre 300 tra libri e manoscritti, due anfore e un pannello dorato e dipinto della cassa d'organo del duomo vecchio di Moffetta. In casa della vedova di un antiquario di Taranto i militari hanno invece scovato le opere scomparse dalla chiesa del Crocifisso di Santeramo. Sparizioni nelle quali gli investigatori vedono lo zampino di personaggi che gravitavano negli ambienti della Chiesa. Si tratta di due dipinti, un inginocchiatoio, una oleografia della Madonna Immacolata, due statue in legno di Sant'Antonio e San Francesco, una voluta in legno dorato. Sono stati infine recuperati atti demaniali della città di San Giovanni Rotondo, trovati nell'appartamento di un ricercatore e studioso della provincia di Foggia. L'uomo avrebbe approfittato della sua posizione per mettere le mani su una serie di documenti molto antichi, guardandosi bene dal restituirli.