Il Wwf non fa sconti alle scelte urbanistiche degli ultimi venticinque anni e lancia un appello per salvare la «Grande Bellezza» che confina con il mare. Nel rapporto «Cemento coast to coast», attraverso la comparazione di immagini da Google Earth, offre l'immagine di un territorio ferito. Sono 312 i macro interventi che hanno sottratto suolo naturale per far posto a villaggi, residence, centri commerciali, porti, autostrade. L'associazione ambientalista cita il mega villaggio turistico della Baia di Sistiana in Friuli, la darsena di Castellammare di Stabia in Campania, le costruzioni alla foce del Sangro in Abruzzo o il villaggio turistico sul Basento in Basilicata. E poi i tanti esempi nelle zone più colpite: Sicilia e Sardegna, con 95 e 91 casi rispettivamente di nuove aree invase dal cemento, e soprattutto la costa adriatica (dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia) in cui meno del 30 della costa è libero dal cemento. L'Italia non è stata risparmiata neanche nelle aree protette (120 gli interventi edilizi) e dei circa ottomila chilometri di coste quasi il 10 sono artificiali. La costa ha bisogno di cure e non solo in termini ambientali: l'Agenzia europea per l'ambiente stima nei prossimi anni 312 milioni di presenze. «In un quarto di secolo afferma Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia abbiamo cancellato e imprigionato, coprendole di cemento, le nostre dune sabbiose e compromesso irrimediabilmente la macchia mediterranea, i boschi costieri e le aree di riposo e ristoro per migratori. Non solo bellezza che scompare o natura cancellata, ma una ricchezza economica che sperperiamo e che solo una visione miope e scellerata può consentire». Per il Wwf i vincoli vanno estesi e andrebbe applicata una moratoria di tutte le costruzioni lungo la fascia costiera.
I 312 giganti di cemento che hanno cambiato le coste
L'associazione ambientalista Wwf Italia ha pubblicato un rapporto che analizza le scelte urbanistiche degli ultimi 25 anni e le conseguenze per la bellezza e la natura della costa italiana. Il rapporto, intitolato "Cemento coast to coast", mostra che sono stati realizzati 312 interventi edilizi che hanno sottratto suolo naturale per far posto a villaggi, residence, centri commerciali, porti e autostrade. L'associazione cita esempi di mega progetti come il villaggio turistico della Baia di Sistiana in Friuli e la darsena di Castellammare di Stabia in Campania. Il rapporto afferma che la costa italiana è stata compromessa irrimediabilmente e che la natura è stata cancellata.
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