Iniziativa del sindaco per accelerare le procedure di vendita degli immobili di proprietà dell'istituto CARBONI A. Urbani non c'è più, scalzato ai Beni culturali da Buttiglione: resta in piedi però il "codice" che prende nome dall'ex ministro e rimane il blocco della vendita degli appartamenti dell'Iacp, se costruiti più di 50 anni fa, in quanto patrimonio meritevole di tutela. In attesa nel nullaosta alla vendita da parte del ministero, chiesto nel novembre scorso dall'istituto, il sindaco Tore Cherchi ha annunciato un'iniziativa che acceleri le procedure. L'occasione è stata data dall'interrogazione al sindaco, presentata da Renato Monticolo e Marco Loi, consiglieri comunali di Rifondazione comunista, che ha messo in evidenza la preoccupazione degli inquilini da tempo in attesa di divenire proprietari della propria casa. Cherchi, d'accordo con l'iniziativa dei rappresentanti della maggioranza, ha risposto all'interrogazione annunciando di aver già preso contatti con le autorità preposte. Visto tuttavia il ritardo nell'assumere una decisione che, a prima vista, non avrebbe dovuto creare alcun problema, viste le caratteristiche del patrimonio immobiliare indebitamente sottoposto alla disciplina di tutela, il sindaco ha garantito un ulteriore intervento che, così si spera, possa essere risolutivo. Il pasticcio era emerso alla fine dell'anni scorso: nessuno avrebbe immaginato che i palazzoni di corso Iglesias e via Sanzio o le palazzine di via Asproni e via Satta potessero fare parte di un un'ipotetica lista di edifici di "interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico", come recita il decreto legislativo n. 42 del 2004, "codice dei beni culturali e del paesaggio". Ma alcuni notai, venuti a conoscenza della disposizione, avevano sospeso le procedure di compravendita di alcuni appartamenti e locali commerciali di proprietà dell'Istituto case popolari, dopo aver posto in evidenza che, in assenza del nulla osta del ministero o della soprintendenza dei beni culturali, secondo il dettato dell'articolo 12 del decreto 42, il contratto non avrebbe potuto essere perfezionato. L'Iacp aveva successivamente inviato alla direzione regionale per i Beni culturali la comunicazione che avviava la procedura di svincolo degli immobili in questione, ma i tempi si sono fatti inopinatamente lunghi. Va sottolineato che l'articolo 12 del "codice Urbani" ha previsto anche la procedura d'ufficio per la verifica della "sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico" che limita l'alienabilità del bene immobile. Un'opzione di buon senso che, tuttavia (o meglio: ovviamente), non è stata presa in considerazione.
Case lacp, lo stop del codice Urbani
Il sindaco Tore Cherchi ha annunciato un'iniziativa per accelerare le procedure di vendita degli immobili di proprietà dell'Istituto case popolari (Iacp). L'iniziativa è stata richiesta in seguito all'interrogazione presentata da consiglieri comunali di Rifondazione comunista, che avevano messo in evidenza la preoccupazione degli inquilini che attendono di diventare proprietari della propria casa. Il sindaco ha garantito di aver preso contatti con le autorità preposte e ha annunciato un ulteriore intervento per risolvere il problema. La vendita degli immobili è stata bloccata da un "codice" che prende nome dall'ex ministro Carlo Urbani e che limita l'alienabilità degli immobili costruiti più di 50 anni fa.
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