Poi difende la città: «Poche aree al mondo sono preziose quanto Siracusa» Denuncia apertamente come «in Sicilia la pressione della politica sulle Sovrintendenze si sia manifestata con una preoccupante invadenza». Poi ha una "carezza" per la città «perché poche aree al mondo sono preziose quanto Siracusa» e uno "schiaffo" per i politici che devono capire che «fare carne da macello di Siracusa sarebbe una vergogna condannata in tutto il mondo». Sono parole taglienti quelle che Salvatore Settis, studioso di fama internazionale, utilizza per commentare la decisione dell'assessorato regionale ai Beni culturali guidato da Giusy Furnari di "congelare" tutti i sovrintendenti della Sicilia. Nel tardo pomeriggio di venerdì, ai dirigenti è infatti arrivata una nota firmata dal dirigente generale Salvatore Giglione per comunicare l'avvio delle procedure di revisione degli incarichi. Due le motivazioni alla base del provvedimento: le sentenze del tribunale del Lavoro su alcune irregolarità nel conferimento degli incarichi e la mancata registrazione dei contratti firmati meno di un anno fa quando era arrivato il riordino di tutte le sovrintendenze. Nel giro di un anno insomma, si prospetterebbe una nuova rivoluzione del sistema della tutela dei beni culturali, giustificato da un ritardo di dieci mesi, da parte degli uffici regionali per la registrazione dei contratti. L'assessorato ha concesso dieci giorni di tempo ai dirigenti per presentare le proprie osservazioni fissando la data del 31 agosto come termine ultimo per chiudere il procedimento per assumere le decisioni definitive. Non è detto però che alla fine da Palermo arrivi una modifica totale di tutti i sovrintendenti perché sembra che l'obiettivo sia l'avvicendamento solo di alcune delle sedi regionali. In particolare a rischiare sono Beatrice Basile, che potrebbe essere sostituita da Salvatore Scuto, e i "colleghi" a capo degli uffici di Messina, Caltanissetta e Agrigento. Settis, chiamato in causa anche da parte Rosario Lo Bello, da sempre attento a queste tematiche, guarda al ruolo delle Sovrintendenze che «furono concepite come alti organi tecnico-scientifici di ricerca e di conoscenza del territorio». Un obiettivo "tradito" dai fatti. «Esse dovrebbero sfuggire completamente agli arbitri e agli opportunismi della politica sostiene l'archeologo -. Purtroppo non è così e in Sicilia da quando la Regione ha ottenuto, a mio avviso impropriamente, una totale indipendenza dal ministero dei Beni culturali, la pressione della politica si è manifestata con una preoccupata invadenza, senza paralleli nel resto d'Italia». Un'accusa forte, quella dello studioso che non risparmia nemmeno il presidente della Regione Rosario Crocetta. «La funzione di tutela del paesaggio e dei beni archeologici e artistici, garantita dalla Costituzione, - sostiene Settis deve essere superiore a qualsiasi preoccupazione economica o politica. L'indirizzo contrario, che anche l'amministrazione Crocetta sembra decisa a mantenere, è contrario alla lettera della Costituzione, ma è ancora più contrario al suo spirito». Negli ultimi giorni, a difesa di Beatrice Basile si sono schierati partiti, movimenti, associazioni e anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi. Dal comitato parchi e in particolare da Corrado Giuliano è già arrivato l'annuncio di un'azione a difesa dell'attuale sovrintendente e contro il provvedimento dell'assessorato. Settis però rivolge lo sguardo al destino della città e ai tanti progetti che minacciano di trasformarne completamente zone di altissimo pregio, come le Mura Dionigiane. «Lo straordinario territorio di Siracusa sottolinea senza mezzi termini lo studioso è continuamente oggetto di barbarici attacchi di speculatori ignoranti e avidi». Per difendersi da questi attacchi è una sola la strada da percorrere. «Per respingerli aggiunge Settis occorre un sovrintendente di alta e garantita competenza e indipendenza intellettuale». Da Settis arriva infine un appello ai cittadini. «Mi auguro conclude lo studioso che i civilissimi cittadini di Siracusa trovino le forme giuste per difendere la città e la sua buona fama, nonché la legalità, ricorrendo anche a tutte le istanze legali e se necessario».