Agrigento. Quando, nel 2010, venne inaugurato per la prima volta l'accesso di "Porta V" alla Valle dei Templi di Agrigento si disse che avrebbe potuto e dovuto rappresentare una innovazione profonda. L'idea era quella di creare un "circuito" chiuso, che consentisse a chi visita il sito archeologico di rimanere al suo interno pienamente, senza contatti con il mondo esterno, spostandosi dall'accesso caotico dinnanzi al tempio di Ercole - attraversato da una strada molto trafficata - ad una zona ritirata, colma di verde e modernamente attrezzata. Oggi, invece, arrivare tra i templi dorici attraverso l'antica porta di Akragas è un'esperienza ben poco turistica, in cui il visitatore si trova precipitato in un ambiente a metà tra un cantiere aperto e una "ghost town" del Far West, con tanto di accampamento indiano. La grande spianata in terra battuta, polverosa in estate e fangosa in inverno, che costituisce il parcheggio per auto è un'ampia distesa brulla, dove l'unica ombra proiettata è quella del pietrisco. Qui i turisti possono parcheggiare a pagamento la loro auto ed avviarsi verso Porta V, ma prestando la dovuta attenzione, considerato che l'area non manca di "ritrovamenti" poco archeologici come secchi di plastica e travi di legno. Disseminati all'interno del parcheggio, come dicevamo, è facile individuare la presenza di alcuni casotti prefabbricati in ferro e legno, in grandissima parte chiusi ma, ci dicono, regolarmente assegnati a privati. Alcuni sono attualmente in uso a chi gestisce il parcheggio altri sarebbero dovuti diventare edicole o rivendite di libri. Superato il piazzale si arriva a quello che è un vero e proprio "accampamento" di basse strutture, cinte da una ben poco archeologica rete frangivento verde e da alcune stentate siepi. Ad "accogliere" il turista è una fila di taxi che propongono - non è chiaro a che titolo e con quale autorizzazione - un "servizio navetta" al costo fisso di 3 euro per raggiungere il tempio di Giunone, distante un paio di chilometri, soggetti che distribuiscono depliant e guide turistiche, stipate sotto un piccolo gazebo (di loro proprietà e regolarmente autorizzato) che, ironia della sorte, si trova montato a fianco di uno dei chioschi in legno inutilizzati. L'impressione che si trasmette è di assenza di organizzazione, come se - ed è esattamente questo - ognuno stia svolgendo un ruolo in modo assolutamente non organizzato, "rosicchiando" per sé gli spazi di libertà (o anarchia?) a disposizione. Un esempio lampante della mancanza di organicità nella disposizione di strutture e persone è il fatto che chi accede a quest'area, non ha nemmeno modo di vedere che alle sue spalle, ben coperto da una struttura amovibile di alimenti, c'è l'unico info point della zona, quello offerto dalla Provincia regionale di Agrigento (aperto, ovviamente, solo dal lunedì al venerdì e fino alle 13). A torreggiare sulla "ghost town", aumentando la percezione di eterogeneità di quanto presente in quella zona, sono i due nuovissimi edifici realizzati dal Parco archeologico per ospitare le biglietterie e il servizio di ristorazione. Strutture completate da mesi ma ad oggi mai utilizzate. «Stiamo aspettando in tempi brevissimi - spiega il direttore del Parco, Giuseppe Parello - il collaudo, che ci consentirà di utilizzare quantomeno la biglietteria, mentre per il bar sarebbe necessario affidare i cosiddetti servizi aggiuntivi. Per tentare di superare la situazione che ne blocca l'affidamento a livello regionale abbiamo tentato un bando a tempo - continua - ma purtroppo è andato deserto. Per quanto riguarda invece le strutture vuote vorrei precisare che sono tutte assegnate, ed è quindi solo colpa dei privati se attualmente non sono utilizzate. Rispetto all'area di Porta V - prosegue Parello - stiamo adottando un approccio per step: prima abbiamo realizzato le biglietterie, ora stanzieremo delle somme per il sistema di illuminazione e la messa a dimora di alcune piante e poi proseguiremo dando un'organicità all'utilizzo delle strutture presenti, le quali dovranno anche rispondere a determinati parametri di aspetto esterno. Al momento non è prevista un rifacimento complessivo della pavimentazione del parcheggio, dato che sarebbe troppo costoso». Insomma, in quell'area c'è il caos che può esistere in un cantiere aperto, con la differenza che la situazione prosegue ormai da mesi e che dalla Valle transitano ogni anno centinaia di migliaia di persone che pagano per ricevere servizi. Anzi, non tutti sono costretti a pagare. Già, perché se quelli fin qui elencati sono gli aspetti negativi, ce n'è uno che in molti, di certo, avranno apprezzato: da Porta V si entra gratis, ed è così possibile apprezzare senza nessun costo (tranne, per i più osservanti delle leggi quello del parcheggio) il tempio di Castore e Polluce e le rovine del Tempio di Zeus. No, non è una questione di generosità, ma di necessità. «Ad oggi non abbiamo abbastanza personale per tenere aperte tre biglietterie - dice Parello - quindi in questa fase i turisti che accedono da Porta V non trovano nessun posto dove poter acquistare il biglietto, che invece possono comprare agli accessi di Giunone e o Ercole. Purtroppo il nostro organico - prosegue - è limitato". Così i turisti, alcuni con un po' di disagio, guardano con smarrimento il chiosco in legno che una volta ospitava la biglietteria (su una parete spiccano le "stelle" ricevute dalla Valle dal sito on line Tripadvisor come sito turistico di eccellenza), e si avventurano tra i tornelli disattivati che li immettono direttamente sulla strada, in piazzale Hardcastle, dove li attendono traffico, venditori abusivi di paccottiglia ma anche l'unico bar attualmente esistente nei paraggi degli accessi alla Valle. «Con la realizzazione di una passerella pedonale sospesa tra le aree di Zeus e di Ercole, che è già in fase di costruzione - conclude Parello - riusciremo a liberare personale da un accesso ma soprattutto potremo finalmente contare su un sistema chiuso per la fruizione della Valle, superando molte di queste criticità». 06082014
SICILIA - La Valle dei Templi a metà tra cantiere e "ghost town"
Agrigento. L'accesso alla Valle dei Templi di Agrigento attraverso la porta di Akragas è un'esperienza poco turistica. I visitatori si trovano in un ambiente a metà tra un cantiere aperto e una "ghost town" del Far West. Il parcheggio è una vasta distesa brulla, con solo accenni di strutture private. Una fila di taxi offre un "servizio navetta" al costo fisso di 3 euro per raggiungere il tempio di Giunone. L'area è caratterizzata da una mancanza di organizzazione, con strutture vuote e personale limitato. I biglietterie sono chiuse e i turisti devono acquistare i biglietti agli accessi di Giunone o Ercole.
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