Ecco il (doppio) "Piano Stancheris": la strategia del turismo siciliano fino al 2020, che oggi sarà illustrata dall'assessore regionale. Obiettivi ambiziosi: raddoppiare il valore aggiunto delle della spesa dei turisti e il peso del settore nel Pil siciliano (attualmente 2 miliardi). «Per la prima volta c'è un'idea di lungo respiro, attrarrermo gli investitori». Catania. L'obiettivo è più che ambizioso: «Porre le condizioni affinché il turismo torni a dare un contributo all'economia regionale simile ai livelli pre-crisi». In soldoni: aumentare del 2 il valore aggiunto della spesa dei visitatori italiani e stranieri sull'economia, portandolo dall'attuale 5 al 7 entro il 2020. O addirittura raddoppiare questo impatto economico (fra diretto, indiretto e indotto) dei consumi turistici, «qualora lo scenario macro-economico dovesse essere migliore delle previsioni e nel caso in cui gli interventi e le azioni del Piano fossero attuate». Guardando la prospettiva da un altro insieme numerico: la Regione intende portare l'attuale valore aggiunto regionale del comparto servizi ricettivi e ristoranti dal'attuale 3 (circa 2,1 miliardi di euro l'anno) «al 4 nello scenario previsto e al 6 in caso di scenario positivo». Il che, nella seconda ipotesi, significherebbe un incremento di 2 miliardi in sette anni. La Sicilia prova a pensare positivo. E mette in campo, finalmente, una strategia a lungo termine: non soltanto il "Programma triennale di sviluppo turistico 2014-2016" (atto dovuto per legge), ma anche con un inedito "Piano strategico" che disegna strategie e interventi per i prossimi sette anni. I due documenti - di cui vi anticipiamo i principali contenuti - saranno illustrati oggi a Palermo in conferenza stampa dall'assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, e dal dirigente generale Alessandro Rais. Si tratta di una programmazione inedita: «È la prima volta - rivendica l'assessore - che la Sicilia si dota di un piano triennale, nonostante fosse previsto dal 2005, ma noi abbiamo voluto aggiungere un Piano strategico che coincidesse con il settennio della nuova programmazione europea, e quindi fino al 2020». I due Piani hanno superato il primo esame: l'apprezzamento delle linee-guida da parte della giunta regionale, «ed è già partita prima parte del confronto, quella con gli assessorati e i dipartimenti coinvolti, alla quale seguirà da settembre un confronto serrato e aperto con tutti i partner economici e sociali», scandisce Stancheris. Ma quali sono le strategie e gli obiettivi del turismo siciliano da qui al 2020? La principale sfida è «aumentare la competitività sui mercati internazionale», con un «aumento dei flussi turistici e della spesa media sopratttutto dai mercati target stranieri». Cinque gli obiettivi strategici. Innanzitutto si dovrà «passare da un sistema frammentato di micro-imprese» a una «industria turistica». Interessante il cambio di passo sul «potenziamento dell'accessibilità ai mercati». Il detteglio: «Le azioni di co-marketing intentate finora (si pensi a Rynair a Trapani) hanno corto respiro e sono economicamente inefficienti», si legge nel Piano. Infatti, ricorda l'assessore, «nel Trapanese quest'anno si registra un calo di presenze perché la compagnia low cost si è concentrata di più su Comiso e Catania». Le alternative? «Bisognerebbe spostare l'intervento pubblico verso gli investimenti sulle infrastrutture dentro e fuori gli aeroporti». Perciò «è opportuno valutare l'ingresso dei privati nelle società di gestione», accompagnandolo con «la piena trasparenza dei contributi diretti e indiretti versati a favore del funzionamento degli aeroporti e all'effettuazione di voli». Il terzo obiettivo strategico è la reputazione turistica. Beneficiando della scia positiva «legata a enogastronomia e personaggi di letteratura, cinema e fiction» (Montalbano attrae più di campagne ed eventi, secondo una ricerca di marketing commissionata dalla Regione) e «smussando le percezioni negative legate all'inaffidabilità dei servizi e delle infrastrutture. «Quelli di Lonely Planet - ricorda Stancheris - mi raccontavano che la guida della Sicilia è la più ricercata dopo la Thailandia, ma non c'è paragone con i flussi turistici». L'altro dato da invertire è che su 100 turisti internazionali che conoscono la Sicilia solo 20 la considerano come meta delle proprie vacanze, 10 arrivano davvero e appena 4 sono tanto soddisfatti da promuoverla col passaparola e tornarci. Il quarto punto è «difersificare l'offerta (cultura, benessere e scoperta del territorio) », liberando «le energie creative della rete diffusa di imprenditori e professionisti, oggi bloccati da una serie di norme da rivedere». Last but not least, migliorare la qualità dell'esperienza turistica su una doppia prospettiva: puntare sui beni culturali e naturali più noti con standard internazionali e riqualificare i luoghi pubblici, «dai centri storici alle strade». Un libro dei sogni? Ancora sì, in attesa dei passaggi burocratici (commissioni Ars e poi via libera definitivo in giunta) che rendano operativi i due Piani. «Ma il valore aggiunto - ricorda l'assessore al Turismo - è far sapere agli investitori di tutto il mondo che la Sicilia ha in testa il proprio sviluppo turistico a lungo termine: c'è un'idea, c'è una pianificazione. E non è poco». Non si fanno le nozze coi fichi secchi, però. «Con l'assestamento di bilancio della finanziaria ter abbiamo ottenuto un budget dignitoso (51,1 milioni al Turismo, ndr) ed è un peccato che non si possa più utilizzare per l'estate. Conto però di recuperare con marketing ed eventi per la destagionalizzazione, da settembre alla fine dell'anno», dice l'assessore Stancheris anticipando un altro dei temi della conferenza stampa di oggi. Nella quale si illustreranno anche il protocollo d'intesa sul turismo congressuale fra l'assessorato e il Sicilia Convention Bureau (ente privato, caso quasi unico fra le regioni italiane) e il Piano Fiere del secondo semestre 2014, nel quale spicca la partecipazione della Sicilia a San Paolo del Brasile. Un capitolo a parte lo meritano i 16 Distretti turistici siciliani (alcuni su base territoriale, altri tematici) che aspettano i 23 milioni di euro di un bando «fermo in pratica dal 2005». La novità è che dalla Corte dei Conti è finalmente arrivato il via libera e adesso l'assessorato stringe i tempi per l'integrazione dei documenti richiesti. E infine un'iniziativa alla quale Stancheris tiene molto: il cosiddetto "Bando cinema per lungometraggi e strategia di internazionalizzazione attraverso il settore dell'audiovisivo". Nella prima fase ci sono 1,5 milioni a disposizione per investire su uno dei settori più redditizi in termini di immagine turistica della Sicilia. «Ma paradossalmente - conclude l'assessore - vorrei che i turisti non arrivassero qui troppo innamorati della Sicilia, perché magari si creano delle aspettative che dobbiamo fare in modo di non deludere. L'ideale è che si innamorassero della nostra isola dopo averla visitata e vissuta». Un po' com'è successo a lei, (ex?) bergamasca di Sicilia. twitter: MarioBarresi 06082014 06082014
La Sicilia
6 Agosto 2014
SICILIA - Turismo, piano fino al 2020 Così raddoppierermo il Pil
MA
Mario Barresi
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