I privati (siano essi manager di grandi aziende, magnati innamorati della nostra terra o anonimi benefattori) e i volontari (associazioni, enti senza scopo di lucro, club service) salveranno i beni culturali e paesaggistici della Sicilia. Quello che sino a qualche anno fa era solo un inconfessabile auspicio, di fronte all'inerzia colpevole della classe dirigente e politica che ha sprecato decenni di sviluppo possibile, voltando le spalle al turismo, adesso sta diventando una certezza, oltre che una oggettiva necessità. La conferma arriva da due episodi piccoli ma grandi, e comunque simbolici, che abbiamo registrato ieri agli antipodi della nostra meravigliosa e disgraziata Isola. Il primo si è verificato nel Trapanese, dove un gruppo di manager e investitori di Google ha organizzato una serata memorabile nel parco archeologico di Selinunte con tanto di cena sotto le colonne doriche del tempio di Hera: uno scenario da mito. Ebbene, con la modica somma di 40mila euro il tempio è stato ripulito, illuminato (cosa che non accadeva da anni), reso sicuro. Un investimento di una sera che dimostra come, attingendo alle risorse private, sarebbe possibile riqualificare e promuovere i nostri tesori. Dall'altra parte della Sicilia, a Catania, ancora una volta l'esempio è venuto dai militari della base americana di Sigonella, che assieme ad alcuni giovani hanno ripulito la spiaggetta di San Giovanni li Cuti, luogo simbolo per i catanesi. I marines da mesi si rendono protagonisti di operazioni di bonifica di un territorio devastato da vandali, inciviltà e incuria, suscitando il plauso della popolazione, ma anche il risentimento di quanti vedono in questi interventi una sorta di "ingerenza" nell'espletamento di servizi essenziali che dovrebbero essere di esclusiva pertinenza e competenza dell'amministrazione comunale. Quindi, da una parte chi vuole fare e non perde occasione per dimostrarlo, dall'altra chi preferisce traccheggiare, vizio tipicamente italico. Inutile dire che noi facciamo il tifo per chi si impegna, anche senza averne la "titolarità". Una "supplenza", per così dire, necessaria e che dovrebbe fare impallidire frotte di amministratori nostrani campioni di disimpegno e, nel contempo, zittire coloro i quali malsopportano queste "intrusioni" storcendo il naso invece di applaudire. servizi 28in cronaca 06082014
I "SUPPLENTI" DELLA POLITICA CHE IGNORA I NOSTRI TESORI
In Sicilia, privati e volontari stanno salvando i beni culturali e paesaggistici. Questo è diventato una certezza e una necessità, dopo decenni di inerzia della classe dirigente e politica. Due episodi simbolici hanno confermato questo cambiamento: a Selinunte, un gruppo di manager di Google ha organizzato una serata per ripulire il tempio di Hera, spendendo 40mila euro, e a Catania, i militari della base americana di Sigonella e alcuni giovani hanno ripulito la spiaggetta di San Giovanni li Cuti. Questi interventi dimostrano che, con le risorse private, è possibile riqualificare e promuovere i tesori della Sicilia.
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