Abbiamo avuto il luglio più brutto degli ultimi venti o trent'anni, né i primi giorni d'agosto stanno promettendo molto meglio. I turisti scappano sconfitti dal maltempo che, si sa, in montagna è più tedioso e pesante che altrove. Così, almeno, afferma la vox populi e, qualche volta, anche quella dei giornali. Ma è davvero così? Davvero i villeggianti se ne vanno o nemmeno vengono? A guardare numeri e dati, almeno per la nostra regione, si può ritenere che il fenomeno sia decisamente limitato, soprattutto se confrontato con quanto accade in altre località di mare e di montagna. Pensandola in maniera pessimista, ciò potrebbe dipendere dal fatto che i poveretti non saprebbero dove altro andare, poiché il brutto tempo imperversa a nord come a sud; tuttavia, pensandola in altro modo, forse dipende invece dal fatto che da noi c'è una vasta offerta turistica in grado di prescindere da temperature e rovesci. Basti considerare, per esempio, i nostri musei, bene affollati in queste settimane, e trattandosi ormai di un sistema ampiamente ramificato, cui si aggiunge il gran numero di castelli, uno tira l'altro, come si dice, nel senso che se si prende gusto a visitare, per esempio, il Muse o il Museo di Ötzi, facilmente può venire il desiderio di vedere anche Museion e Mart, oppure Buonconsiglio, Storico della guerra, San Michele, Civico di Bolzano e via elencando. Che la cultura non dia da mangiare è un'altra vox populi che conosciamo bene e di cui spesso a lungo si discute e alla quale, altrettanto spesso, tristemente tendiamo a dare credito. Eppure, la presenza, anzi la permanenza dei turisti estivi nella nostra regione dovrebbe farci sospettare il contrario. L'imponente numero di manifestazioni culturali tra concerti, tavole rotonde, letture poetiche, presentazioni di libri fin su nelle valli più alte attira infatti ogni anni un maggior numero di persone: se all'inizio forse erano più che altro escursionisti che coglievano l'occasione di una gita per sentire anche belle parole o bella musica, ora sembrano essere soprattutto appassionati di belle parole o musica che, desiderando ascoltarne, diventano escursionisti. Nell'insieme, sono comunque, gli uni e gli altri, vere e proprie folle che di solito, poi, per forza di cose occupano tavoli di ristoranti e letti di alberghi. E a proposito di escursioni, la pioggia certo le ferma, ma il cielo coperto, la temperatura più autunnale che estiva, no. In questo campo la nostra regione là dove ha saputo tutelare il suo patrimonio naturale può probabilmente offrire tra il meglio che ci sia in Italia, per panorami e ambiente, cura di percorsi e sentieri. Valle per valle, una vera palestra che non prevede biglietto d'ingresso, sempre più frequentata, anche perché innumerevoli infine scoprono che camminare è lo sport più profondamente confacente all'uomo (oltre che meno caro) che esista.