SOSPIRO (Cremona) Vuote le sale espositive, stipati invece i magazzini. In un angolo, le sculture di Egidio Cuniberti, realizzate con i bastoncini dei gelati. In un altro, i piccoli quadri di Agostino Goldani, che ha trascorso la sua vita in una stanza. In un altro ancora, i «sassi» di Faustino Borgalli, pittore eclettico surrealista. A soli 7 mesi dall'inaugurazione, il futuro del «Mai», il primo museo in Italia di arte irregolare e degli outsider (ne scrisse l'8 dicembre scorso «la Lettura» 107), è appeso a un filo. Un edificio neoclassico, in passato dimora di campagna nobiliare, poi ospedale per i poveri, ora istituto di riabilitazione psichiatrica e geriatrica: è all'interno di Villa Cattaneo, a Sospiro, che sorge il Mai. L'Europa ha consacrato da tempo l'Art Brut, un filone legato al disagio mentale. Un gruppo di studiosi, guidato dalla bolognese Bianca Tosatti, ha colmato la lacuna. Ma ora i problemi economici dello Ios, la fondazione che gestisce l'immenso immobile, «rischiano di bloccare l'attività del museo. Aspettiamo di avere la piena disponibilità dell'edificio e accedere a fondi più consistenti», dice la direttrice. Nell'attesa, le sue giovani collaboratrici lavorano facendo del volontariato. «Mancano anche i fondi per allestire mostre». Un paradosso, figlio dell'ennesima storia all'italiana perché l'attenzione per i tesori, ora nascosti, in questo angolo della Bassa è grande. «Chiamano da Olanda, Svizzera e Austria per visitare il museo. Ma ci piange il cuore dover dire di no». Lo troverebbero chiuso. Gilberto Bazoli
Sospiro (Cremona). Tanta burocrazia, pochi fondi: il Mai già in bilico
Il Mai, il primo museo in Italia di arte irregolare e degli outsider, è stato inaugurato a Sospiro (Cremona) 7 mesi fa. Tuttavia, il futuro del museo è incerto a causa dei problemi economici della fondazione che lo gestisce, l'Ios. La direttrice del museo, Bianca Tosatti, ha dichiarato che aspetta di avere la piena disponibilità dell'edificio e di accedere a fondi più consistenti per poter continuare a gestire il museo. In attesa, le collaboratrici lavorano facendo del volontariato e cercano di allestire mostre. Il museo riceve visitatori provenienti dall'Europa, ma non può accoglierli a causa della mancanza di fondi.
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