Piazza Armerina. La presentazione del volume "La Villa romana del Casale di Piazza Armerina", che rappresenta la guida ufficiale del sito Unesco, è avvenuta lo scorso 17 giugno, a Palermo. Presenti l'arch. Guido Meli, dirigente del Servizio per le attività e interventi per i musei e le biblioteche della Regione Sicilia, e il direttore del Museo regionale della Villa Romana del Casale, l'arch. Rosa Oliva. La guida, è la "summa" del pensiero ufficiale degli storici e degli archeologi che hanno studiato la residenza tardoantica, fornendo contributi importanti sulle numerose questioni storiche e artistiche. L'opera è stata curata dallo storico dell'arte Giada Cantamessa (coordinatore generale della valorizzazione e della didattica museale per la Villa romana), in collaborazione con Ilaria Cremona. Gli studi e le ricerche per l'elaborazione della guida sono stati condotti con il sostegno del Comune di Piazza Armerina e di sponsor privati: Fondazione Selz di New York, Tecnorex di Milano e Spedart di Roma. L'introduzione e le parti generali sono state redatte nell'ambito delle attività di valorizzazione del sito, secondo gli indirizzi di Vittorio Sgarbi, già alto commissario per la Villa, durante i restauri. Guido Meli, già direttore della Villa del Casale, spiega: «Dopo una serie di notizie e informazioni di carattere generale sulla storia del sito, il corpo centrale della guida è composto dalla descrizione degli ambienti, articolata in struttura e funzione, decorazione pavimentale, decorazione parietale, per una facile e intuitiva lettura. La consultazione è stata resa semplice e scorrevole per poter essere compresa da una più vasta utenza, dagli studenti ai visitatori più attenti, con l'inserimento di foto, render, rimandi, approfondimenti e paragoni che spieghino al meglio i tanti dettagli e il denso stratificarsi delle simbologie e dei racconti mitologici. La descrizione degli ambienti della Villa ha seguito la numerazione, riportata nella tavola riassuntiva, con riferimento allo schema del Carandini, pubblicato nella sua monografia, che resta, ancora oggi, uno studio fondamentale per la conoscenza del Monumento». Meli sottolinea: «L'aspetto più interessante di questa guida consiste nell'aver riportato il pensiero ufficiale degli storici e degli archeologi che, nel tempo, hanno studiato la residenza tardoantica, uno dei siti più conosciuti dell'area mediterranea. Sia nella parte generale che nella descrizione degli ambienti vengono, infatti, rese le varie, e a volte contrastanti, ipotesi avanzate da Gentili o Carandini, settis o Pensabene, per citare i più importanti esponenti del pensiero accademico. Un significativo contributo alla corretta interpretazione di queste ipotesi è scaturito dal restauro condotto in questi anni sulle murature e sugli apparati decorativi, parietali e pavimentali, e alle campagne di scavo che al restauro si sono affiancate, interessando le aree esterne al complesso monumentale». Meli conclude: «Restano tuttavia ancora insoluti alcuni quesiti riguardanti la Villa. Chi fosse il misterioso dominus che abitava questo luogo e quali fossero il ruolo e la funzione di tale importante complesso, all'interno dell'esteso latifondo sito al centro dell'Isola, costruito in una posizione determinante lungo la strategica via di comunicazione fra l'Africa e Roma, attraversando la Sicilia, fra Agrigento e Catania». Mar. fur. 03082014
SICILIA - "Summa" del pensiero ufficiale di storici e archeologi
La guida ufficiale del sito Unesco "La Villa romana del Casale di Piazza Armerina" è stata presentata a Palermo il 17 giugno. La guida è stata curata dallo storico dell'arte Giada Cantamessa e in collaborazione con Ilaria Cremona. Gli studi e le ricerche sono stati condotti con il sostegno del Comune di Piazza Armerina e di sponsor privati. La guida descrive gli ambienti della Villa, articolata in struttura e funzione, decorazione pavimentale, decorazione parietale, con foto, render, rimandi e approfondimenti. La descrizione degli ambienti segue la numerazione riportata nella tavola riassuntiva, con riferimento allo schema del Carandini.
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