Il "Bagno di Dafne" si trova sotto un palazzo moderno Nei suoi pressi venne trovato anche un anello antico di oro massiccio Un tour "speciale" tra i luoghi d'arte nascosti, eppure sotto gli occhi di tutti. La proposta è dei visitatori più attenti che, anche quest'estate, arrivano a Siracusa armati di guide turistiche all'insegna dell'archeologia. E così non solo Teatro greco e piazza Duomo, i viaggiatori moderni ricalcano le orme di quelli del Settecento e vanno alla ricerca di tesori nascosti. Un esempio è ciò che si cela in via Arsenale, tra i pilastri di un palazzone moderno che custodisce i resti di un impianto termale di epoca bizantina. Il "gioiello" si trova all'interno di un cortile condominiale e costituisce una delle poche testimonianze archeologiche di questo periodo ancora visibili nell'impianto urbano di Siracusa. «L'edificio si sviluppa attorno ad un cortile lastricato con pianta a forma di L - dice l'archeologo Giancarlo Germanà - alla cui estremità settentrionale sono collocati due sale riscaldate di forma quadrata. A nord si trovano altri due ambienti più piccoli destinati probabilmente ad ospitare le fornaci che riscaldavano le terme. Poi vi è un ambiente rettangolare con una vasca a forma di abside altre vasche ancora. Il primo impianto termale si data alla media età imperiale con successivi restauri in età bizantina». Per questa fase più tarda è stato proposto di identificare questo impianto termale con il Bagno di Dafne dove nel 668 d. C., secondo le fonti (Teofane, Chronographia, I 535), fu ucciso l'imperatore bizantino Costanzo II, che in quegli anni aveva trasferito la corte da Bisanzio a Siracusa. La leggenda vuole che l'imperatore stesse facendo il bagno e, un servo, gli versasse acqua bollente sugli occhi uccidendolo approfittando del momento. Una congiura, dunque. «Anche per questa ragione - dice Dario Scarfì, storico e scrittore - sarebbe interessante riaccendere i riflettori su questo sito archeologico e proporre percorsi turistici ad hoc». In questa stessa zona, infatti, si trova un'altra testimonianza storica di grande interesse: i resti dell'arsenale di epoca greca che, appunto, danno il nome alla strada. L'area è recintata e ripulita dalle erbacce con grande difficoltà da parte della soprintendenza per le consuete carenze di fondi. Anche in questo caso, occorrerebbe inserire il sito all'interno di un percorso turistico e valorizzarlo. «Eppure - prosegue Scarfì - si tratta di veri e propri tesori da riscoprire. A Siracusa, infatti, la presenza di terme bizantine è una novità. Le dimensioni di quella di via Arsenale sono molto modeste fanno pensare a Giuseppe Cultrera che debba essere stato un impianto termale privato. A tale proposito, l'allora soprintendente di Siracusa indicava il rinvenimento di un tesoretto: era il 1872 e durante gli scavi per la linea ferrata venne rinvenuto anche un anello di oro massiccio». L'anello dell'imperatore ucciso dal suo servo? 04082014