Senza che ci fossero segnali particolari, senza annunci, senza fanfare, ieri pomeriggio piazza Navona ha riconquistato il colpo d'occhio che la rende magnifica, una delle piazze più belle del mondo: i vigili urbani hanno infatti prima eseguito una ordinanza del Tar, che imponeva lo sgombero delle decine di tavolini da anni tenuti abusivamente sui marciapiedi della piazza da due celebri locali, e poi nel pomeriggio sono addirittura tornati e hanno controllato tutti gli altri bar e ristoranti. Sei locali sono stati multati; di questi, quattro hanno dovuto rimuovere a loro volta tavoli e sedie, mentre ad altri due è stato imposto di ridimensionare lo spazio che avevano occupato centimetro dopo centimetro, in anni di selvaggia conquista del suolo protetto. Un pomeriggio abbastanza pazzesco per i romani e, in particolare, per gli abitanti del centro storico di Roma, quello strepitoso incastro di piazze e vicoli stritolato però dall'illegalità. La prova plastica che, se si vuole, la legge può essere applicata con metodo e rigore, determinazione e rapidità, senza dover necessariamente ricorrere a gesti eclatanti. È abbastanza mortificante dover sottolineare con enfasi la normale applicazione dei codici, il rispetto delle regole: eppure, a Roma, questo genere di stupore scatta in modo quasi automatico; restare sbalorditi innanzi a operazioni che riconsegnano la città alla sua bellezza è, purtroppo, inevitabile. Quei tavolini abusivi erano infatti un problema enorme, non l'unico. Davanti a quei tavolini si muove un'eterogenea popolazione che da piazza Navona e fino a Campo de' Fiori, fino a Trastevere, vaga in una bolgia indecente e pericolosa da suk: finti ritrattisti, posteggiatori spediti in trasferta dalla camorra, senegalesi con borse contraffatte, spacciatori, bambine nomadi ridotte in schiavitù che vendono fiori, borseggiatori, mangiafuoco, prestigiatori, gang di coatti ubriachi, barboni molesti che esigono l'elemosina, punkabbestia con feroci mastini meticci. Però, da ieri, sappiamo come si fa. Da ieri sappiamo che Roma può non essere una città fuorilegge.