Pedonalizzata piazza di Spagna, la meraviglia dei turisti La guerra contro il «tavolino selvaggio» a piazza Navona può dirsi (forse) finita. Dopo lo stop al commercio illegale e lo sfratto dei pittori di strada senza licenza, ieri una nuova operazione decoro per «ripulire» l'antico salotto di Roma dalle occupazioni di suolo pubblico abusive. Esercizi commerciali «fuori legge», bar, ristoranti, gelaterie allargatisi a dismisura nel tempo. Tavoli, sedie, ombrelloni e gazebo piazzati senza permesso né pagamento del canone sui marciapiedi o lungo la passeggiata. Fino ad invadere completamente una delle piazze più belle della Capitale. E l'intervento è avvenuto in due blitz, condotti dai vigili urbani. Il primo in mattinata, in ottemperanza dell'ordinanza del Tar del Lazio del 1 agosto («Occorre ripristinare lo stato dei luoghi dimezzare il numero dei tavolini degli esercizi commerciali»), che rigettava il ricorso presentato da due bar a cui il Campidoglio aveva intimato l'immediato dimezzamento dei dehor. Il secondo nel pomeriggio, coordinato dal comandante generale della Municipale, Raffaele Clemente, per «mettere in sicurezza» l'intera area. Ma la piazza, ridotta da anni in un suk per turisti, ieri ha subito il vero colpo: otto esercizi commerciali (circa la metà di quelli presenti), sono stati costretti a rimuovere o a ridimensionare i dehor. In sei hanno dovuto eliminare tutti gli arredi esterni chiudendo, di fatto, il locale: «Quattro Fiumi» (60 tavoli); «Vacanze Romane» (60); «Il Grifone» (40); «Panzirone» (100); «Tre scalini» (50); «Caffè Bernini» (30). Per «Dolce Vita» e «Nettuno», invece, solo l'obbligo di rientrare nei confini assegnati, retrocedendo i tavoli sulla strada (una ventina a testa) di qualche metro. In totale: oltre 300 tavoli in meno e decine di metri quadrati restituiti alla città. Ma nel pomeriggio è scoppiata la protesta: per i provvedimenti adottati dai vigili urbani di Roma circa 150 persone, per lo più stranieri,perderanno(forse)il lavoro. Sono i dipendenti dei bar, ristoranti e gelaterie che vivevano di servizio ristorazione all'aperto e che da oggi temono di non ricevere più gli stipendi. L'elenco dei loro nomi era scritto sulle saracinesche abbassate. Insieme a striscioni di poche, ma significative, parole: «Grazie sindaco per la perdita del posto di lavoro», o ancora «Il nostro posto di lavoro non vale niente? Il nostro stipendio? Le nostre famiglie?». Ma ieri a interessare il centro storico della Capitale, un altro importante avvenimento: piazza di Spagna è diventata area pedonale per la meraviglia dei turisti. Dalle prime ore della mattina è scattato il divieto di accesso e di transito sotto la scalinata di Trinità di Monti per auto private, auto blu o del corpo diplomatico (unica eccezione quelle dell'Ambasciata di Spagna). Niente mini-bus, niente taxi né Ncc. E così dopo la chiusura al traffico veicolare di via dei Fori imperiali, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha aggiunto un nuovo tassello al «disegno»: il progetto rientra nella pedonalizzazione del Tridente che si concluderà entro novembre con la parziale chiusura di via del Babuino e via di Ripetta.