Nuovi affreschi, fregi e decori del sedicesimo secolo sotto l'intonaco dell'Ospedale spagnolo. E ancora: un pavimento rinforzato e una pedana antisismica per «assorbire» le vibrazioni del metrò e tutelare il capolavoro di Michelangelo. Costi aggiuntivi: 900 mila euro. Il museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco sarà pronto entro Expo. Intanto il Comune ha aperto il bando di gara per aggiungere un bookshop e una caffetteria nel polo museale del Castello: «Rendiamo più piacevole la visita ai turisti». Record di presenze, ieri, alla Pinacoteca di Brera e al Cenacolo. I restauratori hanno trovato nuovi affreschi, fregi e decori che risalgono al sedicesimo secolo. I tecnici della Sovrintendenza e del Politecnico hanno individuato, chiesto e ottenuto una pedana antisismica, per evitare che le vibrazioni della Linea Rossa danneggino il capolavoro di Michelangelo. Serve anche un pavimento rinforzato, contro la fragilità dei muri antichi. Continuano i lavori nell'Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco. E si allungano, richiedono maggiore attenzione e maggiori finanziamenti. Per dare alla Pietà Rondanini una sede nuova, sicura, bella. Che sarà pronta non più a ottobre, ma entro Expo. E che, sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, «darà il giusto valore all'incompiuta michelangiolesca». Forse è l'ultima tappa del breve viaggio (ma lungo in termini temporali) della Pietà Rondanini, dalla Sala degli Scarlioni all'Ospedale Spagnolo, sempre all'interno del Castello Sforzesco. Con una delibera di giunta, a luglio Palazzo Marino ha approvato una spesa di 919.416 euro (aggiuntivi rispetto al progetto originario) per concludere il cantiere con le modifiche necessarie e «dare maggiore visibilità, in previsione di Expo, agli artisti più rappresentativi del Rinascimento». La spesa totale per l'intervento sale dunque a due milioni e 136 mila euro (rispetto al finanziamento iniziale di un milione e 217mila euro), il provvedimento è immediatamente eseguibile: si passa dal restauro delle superfici murarie e dei serramenti «quali i portoncini di primo Novecento» dell'ex Ospedale (in un primo momento lo spazio avrebbe dovuto essere destinato a sala conferenze) alla regolazione del sistema di accesso alle sale, all'ottimizzazione degli impianti. Ma sono soprattutto le tracce dipinte sui muri «assai frammentarie ma significative», oltre alla stabilità della statua ad aver convinto la giunta a procedere. «Visto il peso dell'opera racconta l'assessore Rozza devono essere rafforzate le volte sottostanti il pavimento». Un piedistallo, studiato apposta per la Pietà con la Sovrintendenza e con gli esperti del Politecnico, eviterà che il capolavoro di Michelangelo possa essere raggiunto dalle continue vibrazioni causate dalla metropolitana sottostante. Spesa eccessiva? Carmela Rozza replica subito: «Le risorse erano in conto capitale. E in ogni caso l'opera lo merita, assolutamente. Grazie anche all'allestimento dello studio AMDL dell'architetto Michele De Lucchi, la Pietà avrà una sistemazione confortevole e all'altezza del suo valore». Anche gli ingressi saranno contingentati, come al Cenacolo. E il pavimento conservato, tutti gli affreschi riportati alla luce, l'illuminazione messa a punto per valorizzare la statua scolpita a partire dal 1552 e acquistata dal Comune di Milano quattro secoli dopo, nel 1952 (con una sottoscrizione popolare) per poi essere sistemata dietro alla nicchia progettata dallo studio BBPR, nel 1956, nella sala degli Scarlioni del Castello. Estate di lavoro all'Ospedale spagnolo. Al posto della Pietà originale c'è il calco del 1952 eseguito dall'Accademia di Brera, serve per le prove statiche. «Emotivamente continua l'assessore ai Lavori pubblici, che sta curando con la Sovrintendenza tutte le fasi del cantiere l'Ospedale è lo spazio più adatto per conservare un'opera del genere. È un luogo di sofferenza, la scelta è legata alla condivisione del dolore». I tempi sono contingentati: «Tutto deve essere chiuso entro l'aprile del 2015», non sono ammessi ritardi. E gli obiettivi sicuri: «Sarà la straordinaria casa di un'opera emozionante e bellissima».