Un giorno d'estate un viaggiatore affronta quella meraviglia che è il Parco Sempione. Non compra e non vende Almanacchi. Ma compra (gratis) quello che vede intorno a sé. Uno spettacolo di colori e di odori che dentro la città ti sembra di essere appena sotto le Dolomiti. E vende al cielo, camminando veloce, le calorie che il suo corpo brucia piano piano guardando un sacco di cose belle. Il Castello Sforzesco: lasciamolo ai turisti. L'Arco della Pace che visto da dietro sembra gli Champs-Élysées. Ma c'è di meglio. Ci sarebbe di meglio: «La Fontana dei Bagni Misteriosi». Li ha inventati il maestro della Metafisica Giorgio De Chirico, nel 1973. Ci sono alcuni misteriosi elementi. Se gli girate attorno correndo o camminando veloce potere vedere: 1) due nuotatori: uno fermo con le chiappe a mollo e uno vivace con il braccio teso nel gesto di chi nuota davvero; 2) una cabina per mettersi le mutande da nuoto che i due nuotatori non ci stanno nemmeno vicini vicini; 3) un trampolino troppo piccolo, 4) un cigno immobile che osserva cinico-esterrefatto-distratto quello che gli succede attorno; 5) una palla, un pallone, che significa tutto e niente. Sappiamo che De Chirico era un matto. Ma se gli diamo un posto di riguardo dentro il Parco Sempione di Milano almeno rispettiamolo: la sua opera d'arte vera arte prevedeva che nella sua piscina ci fosse l'acqua. Altrimenti che piscina è. Giusto pensiero per una performance. Ma il tempo passa. E le cose cambiano con il tempo. E l'acqua è diventata un parquet-d'acqua. Per rispettare la folle idea originaria di De Chirico senza mutarne troppo l'ispirazione. Quindi va benissimo una piscina senz'acqua (siamo nella dimensione della metafisica). Ma, almeno, che la finta acqua sia tale: e non una piatta di cemento disintegrato, di sassolini come quelli dei campi di calcio dove giocano i bambini che quando cadono si fanno male alle ginocchia. E che i colori, duri e forti tornino ad essere quelli veri. Parliamo soltanto del cigno: il Maestro l'aveva scolpito a strati di colore vivi, in un contrasto così assurdo come sapeva fare lui. Ora sono di un meraviglioso pastello, così lieve che rasserenano il viandante ma non danno più alcuna emozione. Una piscina senz'acqua (e va bene) ma una piscina ispirata al mare di Volos, la patria greca di De Chirico, che ha i colori del nulla, sbiaditi quando sarebbero dovuti essere clamorosi, diventa stonata. È quella che vedete oggi al Parco Sempione. Tra un po' ci sarà l'Expo. Qualcuno che arriverà da qualche posto del mondo e nel suo iPad avrà memorizzato: «La Fontana dei Bagni Misteriosi» ci sarà pure. E vorrà vedere un'opera d'arte (italiana) in cui l'acqua, vera o falsa che sia non importa, (insieme con in bagnanti misteriosi, il cigno metafisico eccetera) sia presente. Invece, per adesso, non c'è e i bagnanti è come fossero amputati: senz'acqua (vera o falsa che sia) galleggiano sulle foglie marce appoggiate su un cemento granuloso: sembrano due corpi vittime delle autopsie di quei serial americani tipo CSI. De Chirico non sarebbe contento. P.S. Il meraviglioso Parco Sempione ha anche tantissimi gabinetti pubblici. Bello e giusto. Peccato che siano intasati da quintali di
Milano. Quel De Chirico maltrattato
Un viaggiatore visita il Parco Sempione di Milano e scopre la "Fontana dei Bagni Misteriosi", un'opera d'arte di Giorgio De Chirico che rappresenta un cigno e due nuotatori in una piscina senza acqua. Il viaggiatore è deluso dal fatto che l'acqua sia stata sostituita da un parquet-d'acqua e che i colori siano diventati più morbidi e meno contrastanti. Il viaggiatore pensa che De Chirico non sarebbe contento di questo adattamento e che la vera arte della fontana sia stata perduta. Il Parco Sempione è anche noto per i suoi gabinetti pubblici, ma il viaggiatore non li menziona nel testo.
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