EVVIVA ! Abbiamo liberalizzato il selfie nei musei. Può sembrare una roba ridicola la norma appena approvata che leva il divieto di autoscatto davanti ad un bene culturale e invece non è così. Semmai è tardiva. Perché le foto fatte dai turisti con il telefonino sono in tutto il mondo un formidabile strumento di marketing. Ed è per di più gratuito. Non solo non sono vietate da alcuni anni, ma a New York ad esempio sono incoraggiate: fatti una foto con il monumento o sotto il grattacielo, postala su Facebook o Twitter e vinci qualcosa, forse. Intanto quel flusso di foto personali entra a far parte di una conversazione globale e diventa la migliore pubblicità possibile. Da noi, che abbiamo il più grande patrimonio di beni culturali del mondo, tutto questo è stato finora impossibile per legge. Per la stessa visione ottusa che ha reso arduo pubblicare la foto di un monumento su Wikipedia. Ora che il divieto è caduto (onore al ministro Dario Franceschini) viene il bello. Ovvero occorre inventarsi modalità per incoraggiare i selfie con l'arte italiana, farli diventare una moda e una promozione per l'Italia tutta attraverso social network e Web. Qui non serve più una legge, basta la volontà e la fantasia di migliaia di operatori culturali. Scommettiamo che funziona?