ILSINDACOapre la mano e mostra la bellezza dei Fori Romani a uno dei più noti architetti al mondo. Mentre l'assessorato all'urbanistica inaugurava la conferenza dei servizi che dovrà dare la delibera comunale al nuovo stadio della Roma, Ignazio Marino incontrava il project manager dell'opera, Luca Parnasi, e il progettista che si occuperà dello sviluppo di tutta l'area limitrofa, l'archistar statunitense Daniel Libeskind, l'uomo che sta firmando il ritorno alla luce di Ground Zero a New York. Un incontro per mostrare al sindaco le idee nello sviluppo dell'area di Tor di Valle, in cui la Roma ha deciso di realizzare la propria arena, e l'universo di cemento e mattoni ma anche delle ampie aree verdi, con parco e lago artificiale che trasformeranno l'area in un polo non solo d'intrattenimento. Ovviamente, previo via libera del comune, che ieri ha inaugurato la conferenza di servizi che analizzerà lo studio di fattibilità del progetto romanista: entro il 27 agosto la giunta e il consiglio comunale dovranno approvare il parere redatto dal Campidoglio (lo impone la legge stadi, che limita a 90 giorni il tempo necessario per pronunciarsi) con la delibera che definirà "opera di interesse pubblico" l'impianto. Solo dopo però che tutte le parti in causa abbiano espresso le proprie eccezioni. Poi, il club dovrà presentare il progetto definitivo e la palla passerà alla Regione che avrà 6 mesi per approvarlo. La conferenza dei servizi di ieri serve proprio per raccogliere le osservazioni sul progetto preliminare: in mattinata i tecnici del dipartimento del Comune hanno incontrato quelli di Parnasi, nel pomeriggio hanno invece partecipato i rappresentanti dei municipi IX e XI, soprintendenze, direzioni e assessorati a urbanistica, ambiente, beni architettonici e archeologici, territorio e mobilità. Più tutte le sigle possibili. E ognuno solleverà le proprie osservazioni. Una l'ha evidenziata proprio il sindaco: «L'idea dei costruttori è far giungere allo stadio, su 52 mila spettatori, circa 19 mila tifosi con moto e motorini, ma per noi è inaccettabile. Vogliamo una metro di superficie, la certezza sulle volumetrie che vogliono aggiungere e che il parco sia fruibile da tutti. Ci rivedremo a breve e ci porteranno risposte puntuali». Chissà che ne pensa Pallotta.