Il soprintendente, in un dossier consegnato al commissario europeo Hahn, pone l'accento sui freni imposti dalla magistratura amministrativa NAPOLI Il soprintendente di Pompei Massimo Osanna, in un dossier consegnato al commissario europeo Johannes Hahn che aveva chiesto di velocizzare il grande progetto, pone l'accento sui freni imposti dalla magistratura amministrativa. Ci sono interventi scrive Osanna che «seppur con bando di gara già aggiudicato non sono ancora potuti partire a causa di un ricorso avviato nei confronti della ditta vincitrice dell'appalto». Il soprintendente fa riferimento alle gare relative alla messa in sicurezza della Regio VII e per il restauro della Casa di Venere, opere il cui importo complessivo sfiora i 4 milioni e mezzo di euro. I giudici del Tar della Campania, lo scorso 28 maggio, hanno concesso la sospensiva e fissato l'udienza per decidere sui ricorsi per il prossimo 22 ottobre. I progetti interessano complessivamente le aree più estese degli Scavi e permetteranno di mettere in sicurezza la totalità delle murature e di consolidare mosaici, pavimenti e apparati decorativi.