ERANO saloni vuoti, corridoi chiusi, cortili abbandonati. Sono diventati appartamenti di lusso, con soffitti affrescati e scaloni in pietra riportati allo splendore in un tempo. Dopo anni di lavori, partiti con le indagini archeologiche della sovrintendenza, sono entrati i primi residenti rianimando una parte del complesso di Palazzo Litta. Palazzo Litta torna a vivere quattro anni di lavori per recuperare 48 alloggi IN UNA Milano che si espande verso l'alto con i grandi progetti di trasformazione urbana di Porta Nuova e Citylife, la riqualificazione e vendita della parte meno nobile di uno degli edifici più belli della città (con tanto di tracce di una necropoli, di capanne altomedioevali e soprattutto un mosaico del II secolo dopo Cristo) è davvero un esempio raro. L'operazione è di Cassa Depositi e Prestiti che nel 2005 ha acquistato dal demanio 10 mila metri quadrati (la parte alienabile) dei 25 mila complessivi per rimetterli sul mercato immobiliare una volta ristrutturati con prezzi che vanno dai 10 ai 12 mila euro al metro quadro. Il progetto è stato affidato all'architetto Michele De Lucchi che seguendo i vincoli imposti dalla Direzione regionale per i beni culturali la quale, tra l'altro, ha gli uffici nello stesso Palazzo non solo sugli spazi, ma anche sull'uso dei materiali per gli interni, ha recuperato 48 appartamenti di pregio dalle metrature variabili (dai 100 ai 300 metri quadrati), tutti diversi fra loro, oltre a disegnare un linea di lampade da esterno. Il risultato saranno case cariche di storia dove le stratificazioni dei numerosi interventi architettonici che si sono susseguiti dalla fine dei Seicento in avanti si mescolano a leggeri interventi moderni. Il progetto si chiama "Residenze Litta" e comprende la ristrutturazione dei tre immobili innalzati tra la metà del '700 e i primi del '900 per ampliare il nucleo originale del complesso costruito da Francesco Maria Richini per il conte Bartolomeo Arese tra il 1642 e il 1648 caratterizzato dall'elegante facciata con l'ampio portone arricchito da telamoni, rimasto di proprietà dello Stato. L'intero palazzo, dopo essere passato prima alla famiglia Visconti, poi ai Borromeo, fu abitato l'ultima volta nell'Ottocento dai Litta. Dopo il loro dissesto finanziario, nel 1873 fu venduto all'asta e rilevato dalla Società ferroviaria Alta Italia poi Ferrovie dello Stato. Nel 1996 diventa di proprietà demaniale e nel 2005 la parte posteriore, quella che si affaccia su via Brentano e Foro Bonaparte, entra nel portafoglio di Cassa Depositi e Prestiti che investe 30 milioni di euro. I lavori, iniziati nel 2010, sono già conclusi nel primo dei tre lotti, quello a cui si accede dal nuovo ingresso di corso Magenta e dove sono già entrati i primi residenti. Il secondo edificio sarà terminato nel marzo 2015, mentre l'intero intervento si concluderà nella primavera del 2016 con anche la riqualificazione del giardino storico, abbandonato da anni. Un'area verde che un tempo si estendeva fino al Castello Sforzesco e i lavori che diedero vita a Foro Bonaparte ridimensionarono, ma dove ancora resistono alberi centenari e che la Direzione regionale per i beni culturali vorrebbe riaprire al pubblico in occasioni particolari. Proprio come oggi avviene per la splendida sala degli specchi al primo piano del palazzo. Qui, nella parte storica del Palazzo, in un allestimento ancora da studiare, verrà esposto il mosaico trovato durante i lavori: un tappeto di 5 metri per 3 rappresentante la testa di Dioniso che la Sovrintendenza sta restaurando.
la Repubblica
1 Agosto 2014
MILANO - La nuova vita di Palazzo Litta
TE
Teresa Monestiroli
la Repubblica
Palazzo Litta, un complesso storico di Milano, è stato oggetto di un'operazione di ristrutturazione e riqualificazione. Dopo anni di lavori, i primi residenti hanno entrato nel complesso, che comprende 48 appartamenti di lusso. Il progetto, affidato all'architetto Michele De Lucchi, ha recuperato gli spazi e i materiali per gli interni, recuperando anche il mosaico del II secolo dopo Cristo. Il palazzo, costruito tra il 1642 e il 1648, era stato abitato dai Litta e successivamente passò di proprietà a diverse famiglie, tra cui i Visconti e i Borromeo.
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