Da fine mese i bresciani potranno godersi una passeggiata fra i resti del teatro romano. L'apertura del camminamento è stato rinviato di un paio di settimane causa del maltempo. Da fine mese i bresciani potranno godersi una passeggiata fra i resti dell'antico teatro romano. Negletto, abbandonato, divenuto habitat dei gatti del quartiere, il complesso che si fa risalire all'età augustea, se ne sta lì, come la bella addormentata, da secoli, dietro le vecchie case di via Musei. A giorni diventerà meta turistica. Ieri Laura Castelletti, vicesindaco e l'assessore Valter Muchetti hanno fatto un sopralluogo. Soddisfazione generale. Tutto pronto o quasi! Non fosse diluviato nei giorni scorsi, gli operai sarebbero più avanti. E il nastro si sarebbe tagliato a Ferragosto, quando i bresciani forzati in città non chiedono niente di meglio che qualche novità. Ma a Giove pluvio non si comanda. Imprevisto a parte gli operai hanno recuperato e rimesso in sesto il percorso panoramico: quei 200 metri di acciottolato che separano palazzetto Gambara dall'angolo su vicolo Fontanone, con la bella vasca squadrata di Botticino. La stradina non ha portoni d'ingresso. Alle case si accede da via Musei. Per questa fortuita circostanza è prevista una chiusura con due eleganti cancelli: uno dalla parte della fontana, cioè ad est e l'altro accanto a casa Gambara. Il sentiero diventerà una passeggiata limitata da una balaustra di protezione, ad altezza del petto, in modo che non deturpi lo spettacolo della cavea e di ciò che rimane del palcoscenico. Prima tutto il lato era cinto da una brutta cancellata recuperata dalla demolizione del vecchio stadio Rigamonti. Da dimenticare. Da brividi i numeri del teatro romano, uno dei più grandi: diametro 86 metri, apertura di scena 48 metri, altezza dell'edificio 24 metri, capienza 14 mila spettatori. Documenti ci fanno sapere che anche i consoli della giustizia si radunarono in quel luogo fino al 1173. Oltre al percorso all'altezza dell'attuale viottolo, ce ne sarà un secondo, più basso, visto che il piano base del teatro è 5 metri sotto, rispetto al punto di osservazione. Idee di feste? «Per settembre sono previsti piccoli eventi facilmente realizzabili risponde Laura Castelletti . Allo studio, in questa fase, piccoli concerti, recital. Cose fattibili negli spazi disponibili. Chiederemo agli spettatori se vogliono sportivamente portarsi da casa un cuscino». Per il futuro è il progetto è più ambizioso. Si vuole iniziare la visita dal Capitolium partendo da ovest e arrivando ad est. Del resto i turisti lo troveranno più comodo, arrivando dalla stazione Vittoria del metrobus. Quanto ai pullman non sosteranno più in piazza Tebaldo Brusato. Con un biglietto unico il turista potrà arrivare al Viridarium di Santa Giulia dopo aver sostato nella quarta cella, dopo aver ammirato il Capitolium e piazza del Foro, visti dalla parte del monte. Una visuale che ora conoscono in pochi. C'è un percorso in quota ora tutto da sistemare che aggira il tempio capitolino e raggiunge il retro del Teatro Romano: la stessa stradina che dovevano percorrere gli spettatori dell'antica Roma per prendere posto nella cavea (in orchestra ci stavano gli scranni dei senatori giacché il coro importante in Grecia era poco usato dai commediografi romani). Dopo la visita ai resti e la passeggiata, il visitatore potrà proseguire verso est fino a raccordarsi con il complesso di santa Giulia. Tempi previsti? Laura Castelletti, soddisfatta di quanto finora conseguito, alza gi occhi al cielo. Forse spera in una imprevista pioggia di soldi.