Il ministero lancia il bando che non prevede compensi e neanche le spese (siae). Poi lo ritira Giovane talento italiano cercansi per lavorare a titolo gratuito e pagarsi di tasca sua anche le spese. Non è uno di quei tanti annunci che si trovano sui siti e sui giornali, di quelli che si giudicano con sdegno, soprattutto della politica, come "sfruttamento giovanile". Sfortunatamente, è il sunto del bando "Notti al Museo", pubblicato sul sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con tanto di firma del direttore generale Anna Maria Buzzi e il benestare del ministro Dario Franceschini. La pioggia di critiche, condite pure da qualche insulto, che si è scatenata sui social network ha così imbarazzato i promotori al punto di farlo scomparire mestamente dal sito del Mibac, senza aggiungere una parola. Per rilanciare i nostri musei, che lo stesso Franceschini ha definito "miniere d'oro che non abbiamo saputo usare", si era pensato bene di chiedere ai giovani di inviare progetti, che si tratti di eventi culturali, musicali, artistici, da inquadrare nell'iniziativa "Notti al Museo", indetta, come lo scorso anno senza troppo successo, ogni venerdì sera, a partire dal 1 luglio, in una serie di luoghi di cultura, selezionati tra i 3.400 presenti su tutto il territorio nazionale. Anche se si tiene conto del fatto che tutti i musei italiani messi insieme guadagnano meno del Louvre, l'iniziativa era di certo encomiabile. Ma l'entusiasmo dura davvero poco, quando si arriva al punto 2 del bando. E lì, si capisce meglio. Si legge: "il presente avviso è rivolto a persone fisiche e giuridiche che intendano realizzare eventi culturali a titolo gratuito in favore del Ministero", e inoltre, "il proponente dichiara di essere in possesso di adeguata polizza assicurativa civile" e "si impegna a osservare tutte le norme che disciplinano la realizzazione di eventi da svolgersi in luogo pubblico". In altre parole, non solo si chiede di lavorare gratuitamente per la gloria del ministero, ma pure di pagarsi di tasca propria assicurazione e Siae. A molti è venuto il dubbio che Buzzi e Franceschini abbiano una strana concezione della "valorizzazione" dei beni culturali e, soprattutto, umani. Primo tra tutti il violoncellista Michele Spellucci, che ha scritto - attraverso QuiFinanza - una lettera aperta al ministro che ha fatto il giro della rete, e che si conclude con un interrogativo che va sostenuto: "Ora, con tutto il cuore, ministro Franceschini, le chiedo: con quale coraggio?". Nessuno, purtroppo, ancora lo sa.