Indagine dei carabinieri, il sito cancella gli annunci NAPOLI Non c'è pace per Pompei. L'ultima causa di «turbamento» negli Scavi arriva nientemeno che dall'Australia ed è dovuta a un'offerta di vendita online pubblicata su eBay intitolata «Ancient Roman stone wall fresco from Pompeii», e cioè antico affresco murale romano proveniente da Pompei. La richiesta, ieri mattina, era di 1.500 dollari australiani, pari a 1.045 euro, ai quali vanno sommati altri 248,30 dollari, circa 173 euro, per la spedizione, ovunque nel mondo. Insomma, sembra che con poco più di duemila euro si possa acquistare un frammento di 36 centimetri per 44 del I secolo dopo Cristo prelevato in modo illegale dagli Scavi. La storia ha fatto il giro del globo su internet in poche ore, ma già nel primo pomeriggio l'annuncio era scomparso da eBay.it, probabilmente per l'intervento dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, a capo del quale è stato fino a poco tempo fa il generale Giovanni Nistri, che oggi è direttore generale del Grande Progetto Pompei e che con ogni probabilità proprio non ha gradito la notizia. Su eBay.it ora si legge che «L'oggetto 261036737642 non è più disponibile», e il sito rassicura gli appassionati che sono stati trovati «50 oggetti simili. Infatti la «mattonella» policroma, che riprendeva un motivo geometrico con croci e punti rossi e neri su uno sfondo di color crema, non è il solo reperto archeologico in vendita sul web. Altri frammenti, come quello numerato «016432L» che ritrae un motivo floreale di colore giallo e celeste, è disponibile a 94,76 euro, più altri 18,50 di spedizione dal Regno Unito, dove si troverebbe attualmente. Altri due frammenti, che per forma e colori sembrano appartenere al numero «016432L», costano rispettivamente 69,70 e 82,12 euro. Il pezzo da 1.200 euro era offerto attraverso un'agenzia australiana che specificava: «Già venduto all'asta a New York». Nell'annuncio era precisato che il pezzo di affresco si trova in Australia Occidentale e che la spedizione sarebbe avvenuta entro tre giorni dalla ricezione del pagamento. Ora, al di là della motivata preoccupazione che una notizia del genere causa, al di là dei fondati dubbi che sul fatto l'affresco non sia un falso e che effettivamente provenga da Pompei, è evidente che esiste un mercato internazionale dei reperti archeologici nonostante non possano essere che rubati. Allora molti dubbi sorgono anche su tutto il giro delle compravendite online. Già, perché il venditore, archaeogallery-collectabes, con base in Australia e utente di eBay dal 2005, ha un feedback positivo al 100 per cento, cioè è considerato molto affidabile dai «25 utenti che lo osservano» e da coloro che hanno comprato qualcosa da lui. Scorrendo i commenti non risulta neppure una protesta: vende oggetti che rispondono alla descrizione che ne fa, rispetta i tempi, le spese di spedizione sono quelle annunciate. Sui suoi post manca soltanto qualcosa alla voce «Condizioni dell'oggetto». Ma lì, certo, non avrebbe potuto scrivere «come nuovo». Né è nuova la pratica di offrire reperti archeologici, veri oppure no che siano. Nell'ultimo caso, a gennaio, un tale Zmdubois proponeva «real brick from Pompeii», mattoncini dagli Scavi. Prezzo 99,99 dollari Usa, poco più di 73 euro, l'uno. Anche lui, forte di 304 feedback positivi, era considerato un venditore super-affidabile. Figuriamoci quelli inaffidabili.