NAPOLI Due tesori dirimpettai: quello librario della biblioteca dei Girolamini e quello di San Gennaro, conservato nell'apposito museo, a côte della cattedrale. Da una parte la cultura millenaria della città, dall'altra la sua religiosità con tanto di patrono faccia gialluta . In un fazzoletto di poche centinaia di metri, un patrimonio che basterebbe da solo ad innalzare i dati turistici napoletani, sì in ripresa, ma sempre puntiformi nel panorama nazionale. Non così per i nostri beni all'estero, come testimoniano le tre mostre che hanno visto il tesoro esposto a Roma, Parigi e Belo Horizonte, in Brasile, registrando seicentomila presenze. Ora che la preziosa mitra è tornata a casa con gli altri gioielli scortati da un elicottero dei carabinieri il direttore Paolo Iorio ha organizzato per oggi una giornata con ingresso gratuito (dalle 13,30 alle 17) e una dedica speciale: ad Umberto Bile, l'ex vicedirettore del Museo di Capodimonte, nominato curatore ad interim dei Girolamini, dopo lo scandalo del furto dei libri. Per Bile, improvvisamente scomparso proprio il primo agosto scorso, sarà celebrata una messa nella chiesa del complesso monumentale che lo studioso era riuscito in poco tempo a riaprire al pubblico dopo lo scandalo del furto dei libri. Notevoli le misure di sicurezza previste per sua maestà la mitra che sarà sistemata in una delle tre super teche blindate donate dalla Fondazione Roma alla Deputazione. Il simbolo del potere religioso, gemmato con 3694 pietre preziose, realizzato nel 1713 dall'orafo Matteo Treglia su commissione della Deputazione di San Gennaro, sarà visitabile fino al 21 settembre.