Niente esame della riforma del ministero dei Beni culturali, voluta da Dario Franceschini, ieri in Consiglio dei ministri. Il protrarsi della direzione del Pd e il ritardo con cui è iniziata la riunione a Palazzo Chigi hanno portato a una revisione dell'ordine del giorno. Ma stavolta non si può parlare di contrasti tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro Franceschini. Bisognerà dunque attendere la prossima riunione del Consiglio per capire se, e come, la riforma del ministero vedrà la luce. In gioco è soprattutto il potere di vincolo delle soprintendenze Architettoniche e Paesaggistiche.
Rinviato dal governo l'esame della riforma Franceschini
Niente esame della riforma del ministero dei Beni culturali, voluta da Dario Franceschini, ieri in Consiglio dei ministri. Il protrarsi della direzione del Pd e il ritardo con cui è iniziata la riunione a Palazzo Chigi hanno portato a una revisione dell'ordine del giorno. Ma stavolta non si può parlare di contrasti tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro Franceschini. Bisognerà dunque attendere la prossima riunione del Consiglio per capire se, e come, la riforma del ministero vedrà la luce. In gioco è soprattutto il potere di vincolo delle soprintendenze Architettoniche e Paesaggistiche.
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Bene culturale
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