Scoperta della Guardia di Finanza, che ha sequestrato i reperti. La Soprintendenza li metterà a disposizione del museo archeologico Ancona, 28 luglio 2014 - La stazione navale della Guardia di Finanza di Ancona ha recuperato due colli di anfora di presunta epoca romana. Il ritrovamento è avvenuto nell'ambito del programma di monitoraggio dei fondali della darsena "Mandracchio" nel porto di Ancona, mediante l'impiego del Nucleo Sommozzatori. L'attività è partita su input della Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche e in base alle risultanze di documenti storici, da cui è emerso che il porto dorico, nell'antichità, è stato interessato dall'affondamento di bastimenti carichi di mercanzie. Nel corso delle immersioni sono stati individuati e recuperati due colli di anfora di presunta epoca romana, che sono stati sottoposti a sequestro cautelativo per gli accertamenti investigativi del caso. La Soprintendenza, immediatamente informata del rinvenimento, ha ricodotto l'origine dei reperti rispettivamente all'epoca pre-cristiana e post-cristiana. Di particolare pregio e significativa rilevanza è risultato il frammento risalente all'epoca post-cristiana, che riporta, ben visibili sul collo, alcune incisioni indicanti, presumibilmente, il nominativo del proprietario del sito di produzione delle anfore. Considerata l'originalità e l'importanza del reperto, il soprintendente ha espresso l'intenzione di esporlo nel locale museo archeologico a beneficio del pubblico.
ANCONA - L'antico porto? Un 'buco nero' per le navi: ritrovate due anfore 'romane'
La Guardia di Finanza ha recuperato due colli di anfora di epoca romana nel porto di Ancona. L'attività di monitoraggio dei fondali della darsena è stata condotta con il supporto della Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche. I reperti sono stati sequestrati cautelativamente per gli accertamenti investigativi. La Soprintendenza ha confermato l'origine pre-cristiana e post-cristiana dei reperti. Il frammento post-cristiano presenta incisioni che potrebbero indicare il nome del proprietario. La Soprintendenza ha deciso di esporlo nel museo archeologico di Ancona.
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